✕

'Belve', Francesca Fagnani si fa in tre: "Chiedo cose scomode e non me ne pento mai"

La giornalista torna alla conduzione del programma su Rai 2 e va in onda martedì, mercoledì e giovedì. "Le regole d'ingaggio sono chiare, il principio è chiedere tutto, poi si può anche non rispondere"
2 minuti di lettura

Ha i colori della Primavera di Botticelli e unghie ben affilate. Francesca Fagnani torna su Rai 2 con Belve dal primo novembre tre volte a settimana (martedì, mercoledì e giovedì) in seconda serata. «Il programma va oltre la rete, vive di vita propria sui social grazie a RaiPlay, questo ti dice che riesci a raggiungere un pubblico più vasto ed è una vittoria. Vado al posto di Alessandro Cattelan» racconta la giornalista, «parte la turnazione Cattelan-Fagnani-De Martino, ognuno in onda per un mese. Sono molto contenta di trovarmi tra questi due marcantoni, non mi poteva andare meglio».

Le prime ospiti sono Wanna Marchi e Eva Robin’s. «Eva ha fatto confessioni drammatiche, come al solito Belve ha un registro divertente ma c’è un momento della confessione più profondo. Mi è piaciuta, è una donna intelligentissima. Dovevamo iniziare con l’ex premier Giuseppe Conte ma ci ha ripen…

Ha i colori della Primavera di Botticelli e unghie ben affilate. Francesca Fagnani torna su Rai 2 con Belve dal primo novembre tre volte a settimana (martedì, mercoledì e giovedì) in seconda serata. «Il programma va oltre la rete, vive di vita propria sui social grazie a RaiPlay, questo ti dice che riesci a raggiungere un pubblico più vasto ed è una vittoria. Vado al posto di Alessandro Cattelan» racconta la giornalista, «parte la turnazione Cattelan-Fagnani-De Martino, ognuno in onda per un mese. Sono molto contenta di trovarmi tra questi due marcantoni, non mi poteva andare meglio».

Le prime ospiti sono Wanna Marchi e Eva Robin’s. «Eva ha fatto confessioni drammatiche, come al solito Belve ha un registro divertente ma c’è un momento della confessione più profondo. Mi è piaciuta, è una donna intelligentissima. Dovevamo iniziare con l’ex premier Giuseppe Conte ma ci ha ripensato. Spero ancora in alcune adesioni di donne politiche, due sono diventate ministre. Intanto Licia Ronzulli ha accettato e speriamo che venga».

Fagnani aveva ospitato Giorgia Meloni quando Belve andava in onda sul Nove, le disse che non capiva perché non l’avesse invitata per prima: «Avrei dovuto essere la prima delle belve». «Si capiva che era una donna forte, una leader e fu anche spiritosa. Ce l’ha fatta da sola, vediamo cosa farà». Prima che esplodesse il caso Totti-Blasi, Ilary le rispose: «Il mio matrimonio non sopravvivrebbe a un tradimento». «Che c’era aria di baruffa si era capito, ho apprezzato la sincerità e il tono. Ha detto la verità. Perché la verità — spiega Fagnani — in un programma come questo, senza filtri, viene fuori. Lo capisco io come lo capisce lo spettatore, la luce rossa della telecamera fa vedere tanto di quello che siamo: se siamo simpatici, sinceri, se stiamo recitando. La tv non tradisce, amplifica le espressioni, le irritazioni: è uno specchio».

Belva che incontra altre belve, Fagnani sottolinea che non c’è mai un accordo prima dell’intervista. «Chi viene lo sa, le regole di ingaggio sono note, il principio è chiedere tutto, poi si può non rispondere. Ho solo un’attenzione, sui minori, è un paletto invalicabile». Monica Guerritore si irritò per la domanda sulla radical chic, Elettra Lamborghini ha bloccato la messa in onda. «E Massimo Ferrero, che ho intervistato per questa nuova stagione, non vuole più andare in onda. Mi è stato detto: non si può parlare del processo. Va bene, non chiedo cose tecniche come se fossi la Guardia di Finanza, mi interessava la sua megalomania. Gli ho fatto una serie di domande, non gli andavano bene: “Mi tagli questo, questo lo levi”. Voleva fare lui l’editing, e non può. Ci auguriamo che la Rai stia dalla parte della trasmissione».

Mai pentita? «No» risponde ridendo, «mai sentita in colpa. Ho una frazione di secondo in cui una vocina mi dice: “Dai, questo non lo chiedere, vai a quella dopo”. Ma non resisto». Le “belve” sono più donne che uomini. «Non è una casualità. Adesso do più spazio ai maschi ma è una trasmissione dedicata alle donne. Sono sempre viste come vittime ed è un bene che ci siano programmi di denuncia. Ma un passaggio culturale va fatto: si possono far vedere le donne come ambiziose, carrieriste e vincenti, senza considerarli difetti».