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'L'eredità', il colosso che ti migliora la serata

Multischermo / Il ritorno di Flavio Insinna e del game show di Rai 1
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L’anno solare della tv è in fondo diviso a metà, in una nel preserale di Rai 1 va in onda Reazione a catena, nella seconda ritorna L’eredità. Il resto conta meno, soprattutto nella percezione di un pubblico piuttosto ampio che nell’appuntamento coi giochi all’ora di cena o quasi, ritrova molte sicurezze perdute e si appassiona pure ai giochi in questione. Che sono quelli con le parole, soprattutto – la parte centrale dell’Eredità è a definizioni di parole crociate da indovinare alla svelta – e questo consola di molte brutture circostanti.

Marco Liorni ha tenuto alla grande, e ben oltre il solito, la sua Reazione a catena. Nel ritorno della vecchia Eredità c’è un Flavio Insinna provvisto di barba verdiana e con la consueta enfasi (mercoledì 3 novembre si va anche in prima serata con edizione benefica e concorrenti vip) con la quale cerca di corredare i passaggi meccanici con notazio…

L’anno solare della tv è in fondo diviso a metà, in una nel preserale di Rai 1 va in onda Reazione a catena, nella seconda ritorna L’eredità. Il resto conta meno, soprattutto nella percezione di un pubblico piuttosto ampio che nell’appuntamento coi giochi all’ora di cena o quasi, ritrova molte sicurezze perdute e si appassiona pure ai giochi in questione. Che sono quelli con le parole, soprattutto – la parte centrale dell’Eredità è a definizioni di parole crociate da indovinare alla svelta – e questo consola di molte brutture circostanti.

Marco Liorni ha tenuto alla grande, e ben oltre il solito, la sua Reazione a catena. Nel ritorno della vecchia Eredità c’è un Flavio Insinna provvisto di barba verdiana e con la consueta enfasi (mercoledì 3 novembre si va anche in prima serata con edizione benefica e concorrenti vip) con la quale cerca di corredare i passaggi meccanici con notazioni, battute, sottintesi espressi, rimandi all’attualità in forma di gag.

Il pubblico più avvertito sta al gioco e ai giochi, magari cercando di cogliere i momenti nei quali gli autori cercano di rifuggire alla noia e si inventano di tutto. Serve, come sempre, soprattutto ad arrivare al momento top della Ghigliottina e anche qui si cerca di scoprire le modalità via via impiegate (in tempi di budget da salvaguardare sbucano combinazioni e accostamenti di parole da sadismo puro, che nemmeno gli autori medesimi saprebbero districare, forse). Più lepidezze varie: nella prima puntata una parola da indovinare – Donna – e come indizi ci finiscono dentro sia i Nuovi Angeli – Felicità - che Dante Alighieri – Schermo.

Altro che mescolare alto e basso, qui si mira ben oltre, in alto o in basso chissà. Mentre il mondo intorno si affanna a cercare idee e sfornare programmi che superino, anche di poco, la funzione di riempitivo dei palinsesti, i veri colossi della programmazione tengono botta: e intanto a casa viene pronta la cena e il mondo, per qualche attimo, sembra migliore.

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Un notevole Insinna pone la domanda su quale fosse lo slogan di Don Milani (“I care”). E il conduttore chiosa: “Significa me ne occupo, contro tutti i 'me ne frego' del mondo”. Ora e sempre Eredità.