Belve, Francesca Fagnani affina la sua tecnica da fiorettista
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl titolo aggressivo, le dichiarazioni d’intenti che inneggiano alla cattiveria reciproca, la promessa di sondare il lato crudele, quindi quello autentico, delle persone, le quali, essendo vip, stanno nello specifico a un grado superiore. E sì, un po’ c’è anche tutto questo ma è meglio alla fine non farla tanto lunga. Al terzo anno di programmazione Rai, promossa a tre seconde serate consecutive a settimana, dal martedì al giovedì, il senso di Belve (Rai 2) è quello di esercitare la funzione delle interviste faccia a faccia cercando di renderle il meno scontate possibile, il meno noiose possibile e così via. Affinando tecnica e preparazione, ovvero continuando a crescere, Francesca Fagnani sembra portare a casa il risultato, e meglio sarà ancora quando non darà più l’impressione di aver timore che l’intervista in corso non sia nei canoni trasgressivi dichiarati. Ovvero, tra un po’…
Il titolo aggressivo, le dichiarazioni d’intenti che inneggiano alla cattiveria reciproca, la promessa di sondare il lato crudele, quindi quello autentico, delle persone, le quali, essendo vip, stanno nello specifico a un grado superiore. E sì, un po’ c’è anche tutto questo ma è meglio alla fine non farla tanto lunga. Al terzo anno di programmazione Rai, promossa a tre seconde serate consecutive a settimana, dal martedì al giovedì, il senso di Belve (Rai 2) è quello di esercitare la funzione delle interviste faccia a faccia cercando di renderle il meno scontate possibile, il meno noiose possibile e così via. Affinando tecnica e preparazione, ovvero continuando a crescere, Francesca Fagnani sembra portare a casa il risultato, e meglio sarà ancora quando non darà più l’impressione di aver timore che l’intervista in corso non sia nei canoni trasgressivi dichiarati. Ovvero, tra un po’ sarà tutto naturale e ovvio – se un’intervista non va a intrigare che intervista è? A quel punto magari arriveranno, o si cercheranno, ospiti di rango superiore (al posto di Enrico Letta ci si andrebbe di corsa, finché si trova qualcuno che voglia intervistarti). Di passata, si può notare che almeno alla partenza il pubblico di Raidue si ferma in misura superiore: guarda caso non succede con presunte grandi novità in palinsesto, ma semplicemente cercando di mettere in piedi in maniera appunto accattivante quello a cui il pubblico è abituato, o che riconosce come un modello. Nel primo appuntamento, pagato l’ennesimo tributo a Wanna Marchi – non se ne può più – è arrivata Eva Robin’s ed è stata una delle cose migliori viste di recente in tv.
Da notare, peraltro, che la tele-imbonitrice di cui sopra si è trovata spiazzata: si aspettava un corpo a corpo massiccio e violento, ovvero scontato, è stata infilzata con tecnica da fiorettista. Bene così, a quel punto nessun problema a continuare a parlare di Belve, l’importante è che ci si capisca e si vada di conseguenza.
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Sintesi mirabile dei tempi complicati e pochissimo lineari che attraversiamo: Orietta Berti pubblica per Feltrinelli un libro di quelle che lei definisce: ricette afrodisiache.