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Mondiali, ma quale Qatar: meglio ri-sognare l'Italia del 2006

L'esultanza di Fabio Grosso dopo il gol decisivo ai Mondiali 2006 
Multischermo / A circa due settimane dal fischio d'inizio del campionato (senza gli Azzurri) Sky Documentaries propone 'Destino azzurro', una docuserie su Berlino
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Per quelli distratti, tra un paio di settimane inizieranno i Mondiali di calcio. Ovvero quella manifestazione che di solito si svolgeva in estate, fermava il paese e spesso il pianeta intero. Stavolta si gioca in autunno inoltrato, in Qatar, nell’edizione più controversa di sempre, e l’Italia non c’è. Più che comprensibile, quindi, che si cerchi di consolarsi in qualche modo: quest’anno, complice la ricorrenza del quarantennale, si sono rievocati assai i Mondiali vincenti di Spagna 82 e adesso, nell’imminenza, tanto vale gettarsi anche nel ricordo dell’ultimo Mondiale vinto dagli azzurri, nel 2006 in Germania.

E ne vale la pena, con i quattro episodi di Mondiali 2006 – Destino azzurro, docuserie visibile su Sky Documentaries, da un’idea di Alessandro Mamoli e con la consulenza di Paolo Condò. Rispetto ai memorabilia fissi nei ricordi di Spagna ’82 – dove tutto ormai scolora un po’, appartien…

Per quelli distratti, tra un paio di settimane inizieranno i Mondiali di calcio. Ovvero quella manifestazione che di solito si svolgeva in estate, fermava il paese e spesso il pianeta intero. Stavolta si gioca in autunno inoltrato, in Qatar, nell’edizione più controversa di sempre, e l’Italia non c’è. Più che comprensibile, quindi, che si cerchi di consolarsi in qualche modo: quest’anno, complice la ricorrenza del quarantennale, si sono rievocati assai i Mondiali vincenti di Spagna 82 e adesso, nell’imminenza, tanto vale gettarsi anche nel ricordo dell’ultimo Mondiale vinto dagli azzurri, nel 2006 in Germania.

E ne vale la pena, con i quattro episodi di Mondiali 2006 – Destino azzurro, docuserie visibile su Sky Documentaries, da un’idea di Alessandro Mamoli e con la consulenza di Paolo Condò. Rispetto ai memorabilia fissi nei ricordi di Spagna ’82 – dove tutto ormai scolora un po’, appartiene a una sorta di mito, forse è successo davvero, forse chissà – qui siamo in epoca moderna e totalmente mediatica, la qual cosa consente di inondare di immagini, replay, interviste lo spettatore ben disposto. Per di più Sky trasmise per intero quel Mondiale, c’era Fabio Caressa che imperversava e andava a Berlino portandoci idealmente milioni di italiani.

Fabio Caressa 

La sorpresa è nel far riaffiorare decine di snodi che attraversarono quell’avventura e furono fondamentali per un’impresa forse ancora più incredibile di quella dell’82. A quel punto bisogna saperlo raccontare, e la forma narrativa usata nella docuserie è decisamente azzeccata, cogliendo anche momenti collaterali ma importanti. Magari alla fine, pensando all’imminente Qatar e a certi rigori sbagliati, verrà un magone così. Ma prima, ci si godrà in pieno la rievocazione.

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Il Mondiale in Qatar verrà trasmesso in esclusiva dalla Rai, dove difficilmente si faranno mai una ragione dell’assenza degli azzurri. E non solo, a seguire gli stretti addetti ai lavori, il guaio vero sono gli orari, specie delle gare al pomeriggio, quando salterà l’amatissima soap Il paradiso delle signore per lasciare spazio a partite come Danimarca-Tunisia.