Monica Maggioni, rivoluzione Tg1: “Siamo usciti dal salotto per parlare con il pubblico”
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaFesteggia un anno al Tg1 dove si è insediata il 18 novembre 2021. Prima donna direttrice del notiziario che l'ha vista prima anchorwoman e inviata. La rivoluzione di Monica Maggioni è partita dallo studio che si anima con i giornalisti, da sempre "mezzibusti", pronti a muoversi. Le immagini sullo sfondo avvolgono, e c'è uno spazio per incontrare gli ospiti. "Ho pensato", racconta Maggioni "che per anni il Tg1 è stato l'unico ambito dell'informazione dominato dalla ritualità, fatta eccezione della rete all news o del tg di Enrico Mentana. Nel tv generalista la ritualità è incombente e siccome amo le cose poco rituali - penso che l'idea del racconto debba arrivare ovunque, anche nei luoghi più rigorosi - mi sono detta che bisognava cambiare".
Festeggia un anno al Tg1 dove si è insediata il 18 novembre 2021. Prima donna direttrice del notiziario che l'ha vista prima anchorwoman e inviata. La rivoluzione di Monica Maggioni è partita dallo studio che si anima con i giornalisti, da sempre "mezzibusti", pronti a muoversi. Le immagini sullo sfondo avvolgono, e c'è uno spazio per incontrare gli ospiti. "Ho pensato", racconta Maggioni "che per anni il Tg1 è stato l'unico ambito dell'informazione dominato dalla ritualità, fatta eccezione della rete all news o del tg di Enrico Mentana. Nel tv generalista la ritualità è incombente e siccome amo le cose poco rituali - penso che l'idea del racconto debba arrivare ovunque, anche nei luoghi più rigorosi - mi sono detta che bisognava cambiare".
Così in questo grande studio aperto, qualcosa si è mosso. "Ma senza togliere rigore, doveva esserci lo stesso tasso di credibilità" continua la giornalista, "l'idea era di migliorare il telegiornale unendolo a un dinamismo sul piano formale. Lo studio è un luogo dove si compie un rito statico e dove puoi contribuire a far accedere le cose". Così l'ex presidente della Rai, già direttrice di RaiNews24 (e Televideo), si è messa a studiare il progetto con il principe degli scenografi Rai, Carlo Canè. "C'è stato subito un riscontro, il Tg che già andava bene è iniziato ad andare ancora meglio, ce lo dicono le interazioni col pubblico. In tutte le occasioni, quando parliamo del telegiornale, le persone ci dicono che apprezzano la scelta. Pensano che sia un modo diverso, più moderno, di porgere le notizie".
Bilancio di questo anno? "Sono arrivata al Tg1 con una bella dose di senso di responsabilità perché è il posto più complicato e bello del mondo. Da subito "spiega la direttrice" l'idea era di costruire quello che nei mesi siamo riusciti a realizzare: volevamo uno studio diverso, per trovare un modo diverso di raccontare. Abbiamo cominciato a lavorarci dall'inizio dell'anno, la parte creativa è stata uno degli aspetti più belli e divertenti grazie a Canè, grande scenografo della Rai, ora in pensione. Giorni e giorni a raccontarci l'idea, il progetto per dare forma alle notizie. Questo accadeva i primissimi giorni della guerra in Ucraina, andavo in onda e mi dicevano: "Ma tu sei matta a pensare allo studio mentre c'è sta succedendo una cosa così importante". Sapevo che se non l'avessi fatto in quei giorni, non ce l'avremmo fatta a partire".
Cameramen in vista, la prospettiva che cambia, il mezzobusto in piedi, l'attore super popolare ospite che fa emozionare le giornaliste. La strada è segnata. "Tutti loro, insieme alla redazione, si sono divertiti. Sono stati un pezzo bellissimo di questo percorso" dice Maggioni. "Hanno sentito che non era il salotto nuovo, non avevamo solo cambiato il divano, bisognava mettersi in campo in un altro modo. Ci siamo sentiti un gruppo". Flavio Insinna, tornando all'Eredità, ha ribadito la responsabilità di dare la linea al Tg1. "La sentiamo tutti nei vari passaggi di testimone. In Rai non vinci, se non insieme agli altri. Nello studio puoi mettere Batman, Mandrake e Wonder Woman ma se non c'è il lavoro di squadra non si va da nessuna parte. Devi avere il coordinamento, i registi, chi si è scritto il pezzo, gli inviati collegati al momento giusto". Cos'è successo con Fiorello? "Io ritengo Fiorello un genio e lui lo sa. Non sempre i percorsi sono quelli che appaiono al primo sguardo, le cose sono più complesse di come sembrano. Conosce qualcuno che può vedere un pezzo di Fiorello senza ridere? Sono la prima che ride alle lacrime".