Montesano via da 'Ballando'. Resta la domanda: chi controlla le immagini? La Rai apre istruttoria, lui chiede incontro con l'Anpi
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni Gagliardi"Nessuna ingenuità, la maglietta di Montesano è stato un atto volontario". Così Selvaggia Lucarelli, una dei giudici di Ballando con le stelle, ha commentato a Radio Capital la decisione della Rai di espellere Enrico Montesano dal programma del sabato sera di Rai 1 dopo che l'attore si era presentato alle prove con una maglietta della Decima Mas. Il caso era stato sollevato dalla stessa Lucarelli, la quale sottolineava in un post che "se a qualcuno sfugge", la Decima Mas è "una formazione militare che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo".
La giornalista è tornata s…
"Nessuna ingenuità, la maglietta di Montesano è stato un atto volontario". Così Selvaggia Lucarelli, una dei giudici di Ballando con le stelle, ha commentato a Radio Capital la decisione della Rai di espellere Enrico Montesano dal programma del sabato sera di Rai 1 dopo che l'attore si era presentato alle prove con una maglietta della Decima Mas. Il caso era stato sollevato dalla stessa Lucarelli, la quale sottolineava in un post che "se a qualcuno sfugge", la Decima Mas è "una formazione militare che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo".
La giornalista è tornata sulla questione con un secondo post: "Giusto per chiarire - scrive - leggo la solita dietrologia da bar. Insinuare che qualcuno possa avermi suggerito di scrivere della maglietta di Montesano per creare il caso della settimana, vuol dire non capire nulla di tv ed equilibri annessi. Faccio la giornalista, ho una notizia, la do".
Chi controlla?
Ma, al di là delle intenzioni (e delle scuse) dell'attore ("Se non era una provocazione era una dichiarazione di appartenenza a quel pensiero", ha sottolineato Selvaggia Lucarelli), c'è una domanda che sta rimbalzando in queste ore: in Rai, che tipo di controllo viene fatto sulle immagini che vengono mandate in onda? Immagini che, dopo essere state trasmesse sabato sera, durante la diretta del programma condotto da Milly Carlucci, sono ancora visibili su RaiPlay.
L'affondo di Mentana: "Nessuno si è accorto di niente"
Su Facebook, il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, si schiera contro la decisone della Rai di espellere Montesano. Chiarisce di stare "sempre e comunque con chi sfilava a Milano quel 25 aprile del 1945", ma - secondo lui - la maglietta dell'attore "sta dieci gradini sotto il busto di Mussolini esibito in casa della seconda carica dello Stato. Non solo".
E il direttore del Tg La7, punta il dito su quei momenti della trasmissione "quando le immagini delle prove di ballo con la famigerata maglietta sono state trasmesse" e "nessuno si è accorto di niente. Nessuno. Né si era accorto di nulla chi aveva fatto le riprese di quelle prove, chi le aveva montate, chi le aveva visionate, chi le ha messe in onda".
"Non s'è accorto di niente chi, conduttrice, giuria e ospiti del programma, ha poi interagito con lo stesso Montesano - continua Mentana - Chi era tra il pubblico del Teatro delle Vittorie. E nemmeno i due milioni di spettatori davanti al televisore a seguire la gara". Insomma, "non un tweet, non un post".
Su una linea simile si schiera anche l'Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi: "Se Montesano ha sbagliato, allora ha sbagliato anche chi ha autorizzato la messa in onda della clip dove l'attore indossava la maglietta incriminata", spiega l'Associazione che ha presentato una istanza al cda Rai, alla Commissione di vigilanza Rai e all'Agcom, in cui chiama in causa gli stessi responsabili della trasmissione televisiva e chiede di "indagare per omesso controllo".
"Le immagini trasmesse sabato sera, infatti, erano registrate - sottolinea l'associazione - e autori e responsabili del programma hanno avuto tutto il tempo per rendersi conto dell'accaduto e correre ai ripari. Ma ciò, come si è visto, non è stato fatto, consentendo la trasmissione di immagini che hanno urtato la sensibilità di molti".
E a questo proposito è netto il giudizio di Alessandro Gassmann "L'orrore non ha più vergogna di mostrarsi", dice l'attore.
Il caso Fedez
Lo scorso anno, il rapper Fedez, prima e durante il Concertone del Primo maggio aveva sollevato un polverone contro la Rai e alcuni esponenti della Lega, denunciando forme di controllo preventivo da parte del servizio pubblico. Il cantante e influencer milanese aveva attaccato le posizioni del Carroccio sul Ddl Zan e aveva criticato alcuni esponenti elencando le loro frasi e definendole omofobe.
"Oggi mi hanno chiesto come fosse la mia prima volta al Primo Maggio - diceva Fedez - Effettivamente è la prima volta anche di dover inviare un mio discorso perché doveva essere messo al vaglio della politica. Approvazione che in prima battuta dai vertici di Rai 3 non c'è stata, perché mi hanno chiesto di omettere i riferimenti ai partiti, ai nomi dei politici. Ho dovuto lottare un pochino e alla fine mi hanno dato il permesso di dire ciò che dico, assumendomene le responsabilità. E comunque - concludeva l'artista - il contenuto è stato definito dalla vicedirettrice di Rai 3 (Ilaria Capitani ndr) 'inopportuno'". Dunque il controllo (come è ovvio) c'è, soprattutto nei programmi che vanno in diretta".
Concertone del primo maggio, Fedez contro Ilaria Capitani: la telefonata integrale
Il documento Rai sul controllo degli spot e l'istruttoria
Un'ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, la si può ritrovare - ad esempio - nel documento Rai intitolato Specifiche tecniche per la fornitura di spot pubblicitari televisivi in formato hd datato febbraio 2021. "Rai sottoporrà sistematicamente tutti gli spot pubblicitari televisivi ricevuti a un controllo di qualità tecnica - si legge nel testo - tutti gli spot che non soddisferanno i requisiti tecnici di qualità del suono e immagine precisati nel seguito verranno qualificati come non trasmettibili e rifiutati".
Nel documento viene sottolineato che "i requisiti di seguito sono da intendersi essenziali e obbligatori e rappresentano il livello minimo richiesto" e che "ogni spot deve essere inviato almeno quattro giorni lavorativi prima della sua messa in onda per consentire a Rai le operazioni di controllo". Insomma: non si manda in onda la prima cosa che arriva.
Nel frattempo la Rai ha avviato un'istruttoria interna per accertare i vari passaggi della vicenda e ricostruire come si sia arrivati alla messa in onda del filmato, registrato e montato prima della diretta del sabato sera.
L'azione legale di Montesano
E, infatti, dopo l'annuncio ufficiale della Rai di eliminarlo dal programma, Montesano ha sottolineato che la maglietta al centro delle polemiche, con il suo inquietante motto dannunziano in bella vista Memento audere semper "è stata vista dai rappresentanti della Rai sia durante le prove della sua prestazione artistica sia durante la registrazione della stessa, sia nel montaggio senza alcuna obiezione" e che il materiale montato "è stato ulteriormente esaminato" senza obiezioni sulla regolarità. Da qui la decisione di dare "mandato all'avvocato Giorgio Assumma insieme al suo agente Settimio Colangelo di esaminare la situazione per tutelare al meglio la sua identità personale e la sua onorabilità".
Ballando con le Stelle, Enrico Montesano alle prove con la maglietta della Decima Mas
Di chi è la responsabilità?
Ma la domanda resta: come è stata possibile una simile "svista" da parte del team che lavora a Ballando con le stelle? "Dal momento che la scena 'contestata' era registrata, come ha fatto a finire nella puntata trasmessa? Lo spirito dei tempi?", scrive su Twitter il presidente della Federazione della stampa, Giuseppe Giulietti.
E un (possibile) indizio, lo fornisce ancora Selvaggia Lucarelli: "Quelle immagini sono state mandate in onda per 'coprire' dei momenti di parlato che però erano esterni rispetto a quelle immagini lì" dice ancora a Radio Capital. "Quindi, può essere che nel montaggio siano state scelte delle immagini che sembravano neutre, da mettere sotto al parlato di Montesano e non se ne siano accorti, questo può essere successo. Io non posso pensare che qualcuno volontariamente abbia voluto promuovere la X Mas in Rai in prima serata".
Una spiegazione che, però, non sembra trovare d'accordo il consigliere di amministrazione Rai, Riccardo Laganà: "Sfugge il controllo editoriale quando si appalta a autori esterni e società di produzione".
In difesa dell'attore
Ma c'è anche chi prende le difese di Enrico Montesano, come il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi: "Penso che la Rai dovrà risarcire Montesano, non si può espellere un concorrente di un programma televisivo perché indossa una maglia con una marca di un motoscafo con su scritta una massima di D'Annunzio del 1918 e quindi ha una radice prefascista, mi sembra inverosimile".
"Trovo assurdo attribuire a una maglietta un significato che non ha - sottolinea Sgarbi - credo che il problema debba essere risolto dall'avvocato di Montesano, Giorgio Assumma. Non penso che nel contratto di Montesano ci sia scritto: 'Non puoi mettere la maglia che ti pare' - prosegue - Di fronte a una prova che poteva essere tagliata e che invece è stata mandata in onda il problema diventa meramente giuridico. Non si può punire una maglietta", conclude Sgarbi.
Anche per Oliviero Toscani Montesano non andava escluso dal programma ma "bisognava solo fargli cambiare la maglietta. Secondo il fotografo la colpa non è dell'attore ma della Rai: "Come può avere ragione la Rai se gestisce il servizio pubblico in quel modo? Il problema sono i dirigenti televisivi messi lì dalla politica e non dal talento. Tra l'altro legalmente Montesano vincerà perché ha ragione".
"Uno può raccogliere tutte le magliette che vuole - aggiunge Toscani - io ho trovato in un mercatino una maglietta dove c'è scritto: I like Saddam Hussein e quando mio figlio la metteva in America tutti ridevano. Il problema è che Montesano purtroppo ha un passato fascista e mostrare di essere fascisti mettendo una maglietta così è il modo più stupido che io conosca".
"Ai veri fascisti moderni - prosegue Toscani - che poi sono quelli che stanno al Governo, queste cose danno fastidio perché ormai questo rigurgito del fascismo nostalgico non c'è più. Appartiene solo a quelli che vanno a Predappio o che indossano le camice nere e fanno il saluto fascista, tutte cazzate da cinema di terza b", conclude.
L'appello all'Anpi
"Ho chiesto formalmente al presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di ricevermi affinché io possa rammentare il mio passato di uomo legato al rigoroso rispetto dei valori della libertà e della democrazia di cui tale associazione è custode attenta e rigorosa. Voglio, altresì, dimostrare come tale mio atteggiamento sia rimasto saldo e rigoroso nel tempo e che l'episodio in cui sono maldestramente caduto vada imputato ad una leggerezza compiuta in assoluta buona fede", ha detto Enrico Montesano, all'indomani della decisione della Rai di escluderlo da Ballando con le stelle. Una scelta finita, tra l'altro, proprio nel mirino dell'Anpi che aveva chiesto "seri provvedimenti". "Sono certo che il presidente dell'Anpi, che so essere persona dotata di equilibrio e di saggezza, vorrà ricevermi quanto prima", ha concluso l'attore.