'Bar Stella' rende omaggio alla tv di Arbore
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaLa domanda è rimasta più o meno la stessa della passata stagione: ma ispirarsi (eufemismo) a Renzo Arbore e alla sua strepitosa storia televisiva è da pigri o, visto quello che circola in giro, è un atto che nobilita? La domanda attiene alla ripresa, su Rai 2 nella tarda serata dal martedì al giovedì, di Bar Stella: ovvero un late show nel quale non solo ci si ispira a Quelli della notte e Indietro tutta, ma si persegue a ogni minuto la speranza che Arbore stia guardando e conceda la sua approvazione. Più che un omaggio, una citazione continua, tra personaggi buffi alla Frassica, numeretti musicali, ospiti che giocano a essere stralunati. Ma volendo, l'omaggio vero è quello al cazzeggio come regola principale di vita e spettacolo, soprattutto tv: vedi il gusto di mettere in piedi tutto un numero, ispirato ai viaggi spaziali e con un ospite che entra in una navicella: e tutto al solo scopo di chiamare il siparietto "Grazi…
La domanda è rimasta più o meno la stessa della passata stagione: ma ispirarsi (eufemismo) a Renzo Arbore e alla sua strepitosa storia televisiva è da pigri o, visto quello che circola in giro, è un atto che nobilita? La domanda attiene alla ripresa, su Rai 2 nella tarda serata dal martedì al giovedì, di Bar Stella: ovvero un late show nel quale non solo ci si ispira a Quelli della notte e Indietro tutta, ma si persegue a ogni minuto la speranza che Arbore stia guardando e conceda la sua approvazione. Più che un omaggio, una citazione continua, tra personaggi buffi alla Frassica, numeretti musicali, ospiti che giocano a essere stralunati. Ma volendo, l'omaggio vero è quello al cazzeggio come regola principale di vita e spettacolo, soprattutto tv: vedi il gusto di mettere in piedi tutto un numero, ispirato ai viaggi spaziali e con un ospite che entra in una navicella: e tutto al solo scopo di chiamare il siparietto "Grazie al razzo". Siamo più o meno a quella volta (1959) in cui allestirono un set smandrappato con richiami hawaiani e chiamarono Tina Pica protagonista al solo scopo di intitolare il film La Pica sul Pacifico.
Ma Arbore adora queste cose e, ribadiamo, se tutto questo è un omaggio, allora quello è il momento più qualificante. Stefano Di Martino in conduzione - sempre un po' più sicuro di sé, ma sarebbe anche il momento di decollare di più, magari col razzo - sempre pronto a far pesare inconsciamente il fatto che si possono avere discreti snodi nella vita privata ed essere anche bravini per dimostrarlo a chi non ci crede. I personaggi del bar, da Herbert Ballerina cameriere a Giovanni Esposito avventore filosofo, agli ospiti - Tommaso Paradiso in apertura - fanno la loro parte. Vale sempre l'impressione che si possa osare di più. Se l'impianto omaggia Arbore, l'intera parte musicale è un tributo a Lucio Dalla. Se si devono avere punti di riferimento, meglio sceglierli giganteschi.
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"Se volete vedere come si riesce a non fare abusi edilizi prendetevi una Vespa e fatevi un giro sui colli bolognesi". (A DiMartedì, Pierluigi Bersani cita un riferimento primario nella storia della sinistra italiana, i Lùnapop).