Le indagini di Neil Dudgeon: “Il mio ispettore Barnaby somiglia a Montalbano”
di Silvia Fumarola , di Silvia FumarolaÈ ironico e compassato, non perde mai la calma: L’ispettore Barnaby festeggia 25 anni di onorata carriera. Tratta dai romanzi di Caroline Graham, è la serie la più longeva della tv inglese. Nell’immaginaria contea di Midsomer, succede qualunque cosa: Neil Dudgeon, che interpreta da dieci anni il detective — e ha sostituito John Nettles — è perfetto nel ruolo. Il 18 dicembre su Giallo si celebra l’evento con un episodio in cui il protagonista viene ucciso nel bunker antiatomico che si era costruito. «Il successo dipende dalla varietà», racconta l’attore, fan di Agatha Christie, «tutto può succedere».
Era già apparso in un episodio nel 2000, un segno del destino. Era fan della serie?
«Non so se fosse destino; dopotutto migliaia di attori sono stati in Midsomer murders e io sono l’unico che è torn…!-->!-->
È ironico e compassato, non perde mai la calma: L’ispettore Barnaby festeggia 25 anni di onorata carriera. Tratta dai romanzi di Caroline Graham, è la serie la più longeva della tv inglese. Nell’immaginaria contea di Midsomer, succede qualunque cosa: Neil Dudgeon, che interpreta da dieci anni il detective — e ha sostituito John Nettles — è perfetto nel ruolo. Il 18 dicembre su Giallo si celebra l’evento con un episodio in cui il protagonista viene ucciso nel bunker antiatomico che si era costruito. «Il successo dipende dalla varietà», racconta l’attore, fan di Agatha Christie, «tutto può succedere».
Era già apparso in un episodio nel 2000, un segno del destino. Era fan della serie?
«Non so se fosse destino; dopotutto migliaia di attori sono stati in Midsomer murders e io sono l’unico che è tornato come poliziotto. Ma sì, sono sempre stato un grande fan e quindi ero entusiasta quando mi è stata offerta una parte in Garden of death anni fa, come giardiniere impertinente».
Quali caratteristiche di Barnaby le piacciono?
«Mi piace il suo interesse per le persone, la sua determinazione a trovare la verità, la compassione per tutti, spesso anche per l’assassino».
È ironico, calmo, non sembra esattamente un uomo d’azione.
«Non è un uomo d’azione perché va in giro a combattere cattivi come James Bond, ma lo è per la sua mente indagatrice e l’infinita ricerca di giustizia».
La serie racconta un mondo tranquillo dove le persone uccidono con crudeltà, ma anche nei modi più curiosi. Cosa l’ha colpita di più?
«Le persone possono essere molto crudeli ma anche molto inventive. L’assassino trova spesso un metodo di omicidio adatto alla sua vittima o al proprio movente».
Il giallo racconta l’umanità e il mondo in cui viviamo. È la chiave del successo?
«Al pubblico piace vedere cosa succede sotto le superfici rispettabili della vita delle persone. In Barnaby, come altrove, le persone hanno i loro segreti. Per alcuni è l’omicidio».
C’è una serie italiana che le piace?
«Mi piace molto il commissario Montalbano. Penso che lui e Barnaby abbiano molto in comune».
Il privato ha un peso nella storia.
«La famiglia di Barnaby è estremamente importante per lui e lo è anche per me, mostra un altro aspetto del personaggio, che riguarda un lato più emotivo e umano».
La definirebbe una “commedia gialla”?
«I toni non sono truculenti ma gentili. Fortunatamente la serie non è mai troppo appesantita dalla cosiddetta realtà. Siamo ambientati nel mondo reale, ma abbiamo anche un senso accresciuto di ciò che sarebbe possibile in circostanze giuste o sbagliate».