Sanremo Giovani, quel viaggio nel futuro che sembra un omaggio ai nostri cantautori
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiE’ quasi un verbo al futuro, Sanremo, noi saremo. I giovani saranno perché già sono. All’inizio, Sanremo Giovani era quella cosa che ogni tanto ti alzavi dalla poltrona e andavi a dare da mangiare al pesce rosso, ora è un vortice dove tutto gira intorno, nello schermo, nei social, nell’aria, tra un attimo nelle radio in macchina perché è lì che si ascolta la musica. Ragazzi attrezzati, a volte forse un po’ troppo simili tra loro, i maschi specialmente che inseguono Mahmood come al campetto si provava a fare Totti e Del Piero, però bravi, applicati, sensibili. Ragazzi che scrivono parole, nel flusso che ormai ci trascina come un torrente tra i sassi.
E’ quasi un verbo al futuro, Sanremo, noi saremo. I giovani saranno perché già sono. All’inizio, Sanremo Giovani era quella cosa che ogni tanto ti alzavi dalla poltrona e andavi a dare da mangiare al pesce rosso, ora è un vortice dove tutto gira intorno, nello schermo, nei social, nell’aria, tra un attimo nelle radio in macchina perché è lì che si ascolta la musica. Ragazzi attrezzati, a volte forse un po’ troppo simili tra loro, i maschi specialmente che inseguono Mahmood come al campetto si provava a fare Totti e Del Piero, però bravi, applicati, sensibili. Ragazzi che scrivono parole, nel flusso che ormai ci trascina come un torrente tra i sassi.