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Giorgio Gaber, il racconto di un universo mai scontato

Multischermo / Su RaiStoria e RaiPlay il doc dedicato al signor G a vent'anni dalla scomparsa
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Un Capodanno in versione lusso consapevole, ed evoluto, quello offerto ieri sul web dalla Fondazione Gaber. Una maratona di spettacoli&spezzoni, l'universo del Signor G, scomparso vent'anni fa esatti, che si poteva lasciar scorrere con la certezza di non sbagliare mai nella rievocazione. Dal canto suo RaiStoria ha riproposto - caldamente consigliato il recupero su RaiPlay - una puntata della benemerita serie Italiani, dedicata appunto alla storia gaberiana e che confermava l'assunto: fermo restando l'impegno e le scelte azzeccate degli autori è sempre Gaber stesso a chiamare a un risultato superiore. Nelle testimonianze di moglie, figlia e anche nipote - Lorenzo Luporini, quasi da assegnargli una cattedra junior nel racconto del nonno - collaboratori, colleghi, studiosi di questa storia, una sintesi assai efficace: che non poteva prescindere dai passaggi-chiave, per cui è inevitabile segnalare sempre lo stacco di Gaber dalla popolarità televisi…

Un Capodanno in versione lusso consapevole, ed evoluto, quello offerto ieri sul web dalla Fondazione Gaber. Una maratona di spettacoli&spezzoni, l'universo del Signor G, scomparso vent'anni fa esatti, che si poteva lasciar scorrere con la certezza di non sbagliare mai nella rievocazione. Dal canto suo RaiStoria ha riproposto - caldamente consigliato il recupero su RaiPlay - una puntata della benemerita serie Italiani, dedicata appunto alla storia gaberiana e che confermava l'assunto: fermo restando l'impegno e le scelte azzeccate degli autori è sempre Gaber stesso a chiamare a un risultato superiore. Nelle testimonianze di moglie, figlia e anche nipote - Lorenzo Luporini, quasi da assegnargli una cattedra junior nel racconto del nonno - collaboratori, colleghi, studiosi di questa storia, una sintesi assai efficace: che non poteva prescindere dai passaggi-chiave, per cui è inevitabile segnalare sempre lo stacco di Gaber dalla popolarità televisiva al periodo successivo, teatro-canzone etc.

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Ma mai come in questo caso, quello che oggi diventerebbe basso materiale da polemicucce e contrapposizioni, appare come un percorso naturale di gente adulta, anche qui, consapevole della propria posizione nella storia della cultura popolare di questo Paese. Per chi c'era, francamente impossibile trattenere l'emotività di fronte all'ennesima riproposta di passaggi chiave dei suoi pezzi in teatro. Ma i duetti con Mina mica li vorremo sottovalutare, giusto? E via con un altro momento imperdibile di teatro e di canzone, magari godendo dei primi piani su espressioni e fisicità fino a sentirsi risarciti per le tante volte nelle gallerie dei teatri di provincia: quell'uomo lontano che parla e si agita in mezzo al palco e la sensazione, mai più rivissuta, di sentire raccontare uomini e tempi nel modo più alto e meno scontato possibile.

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Per rimarcarne l'estro spiazzante, nel doc c'è Walter Veltroni che descrive lo spirito gaberiano e cita, en passant, la gag di Vittorio Gassman quando qualcuno era insistente con lui nel magnificare il teatro di ricerca. Con Gassman che a quel punto implorava: "Sospendete le ricerche".