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Celeste nostalgia: la parabola triste di Roberto Formigoni

Multischermo / Su Discovery+ il documentario che ripercorre le vicende dell'ex governatore della Lombardia
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Storia esemplare o storia di normale potere esercitato al massimo grado e con conseguenze nefaste? Storia che racconta al millesimo un periodo preciso d’Italia nella morsa tra politica e affari o desolante parabola, per quanto infarcita di gossip e glamour d’epoca? Ognuno prende la sua versione, ricostruendo un pezzo di memoria nella visione de Il Celeste. Roberto Formigoni: passato ieri sera sul canale Nove, disponibile su Discovery+ il doc porta a casa quasi per intero il risultato prefissato.

Vagamente dimenticato dopo la condanna a 5 anni e dieci mesi con confisca dei beni (cinque mesi in carcere, il resto ai domiciliari, fine pena la prossima estate) il Celeste del titolo è oggi palesemente segnato dal tempo e da una vicenda che gli lascia come unica via quella di rivendicare, ancora oggi e provando a sfoderare orgoglio residuo, non si dice una correttezza di comportamenti, ma una ovvietà di percorso: intrecciando a quel punto la popolarità assol…

Storia esemplare o storia di normale potere esercitato al massimo grado e con conseguenze nefaste? Storia che racconta al millesimo un periodo preciso d’Italia nella morsa tra politica e affari o desolante parabola, per quanto infarcita di gossip e glamour d’epoca? Ognuno prende la sua versione, ricostruendo un pezzo di memoria nella visione de Il Celeste. Roberto Formigoni: passato ieri sera sul canale Nove, disponibile su Discovery+ il doc porta a casa quasi per intero il risultato prefissato.

Vagamente dimenticato dopo la condanna a 5 anni e dieci mesi con confisca dei beni (cinque mesi in carcere, il resto ai domiciliari, fine pena la prossima estate) il Celeste del titolo è oggi palesemente segnato dal tempo e da una vicenda che gli lascia come unica via quella di rivendicare, ancora oggi e provando a sfoderare orgoglio residuo, non si dice una correttezza di comportamenti, ma una ovvietà di percorso: intrecciando a quel punto la popolarità assoluta, i trionfi politici, le riforme clamorose – quella della sanità lombarda – i conflitti di interesse permanenti mentre la politica italiana saltava in un batter d’occhio da Mani Pulite al berlusconismo.

Il merito del documentario – prodotto da Giulia Cerulli, scritto da Carmen Vogani con Danilo Chirico, Marco Carta, Lorenzo Avola – è quello di movimentare assai il racconto: come simil-narratore c’è David Parenzo, all’epoca conduttore a TeleLombardia, come avversari ci sono Pippo Civati e soprattutto il radicale Marco Cappato, non disposto ad alcuno sconto. E, sottotraccia, il gioco a specchio con l’astro di Berlusconi, a rischio oscuramento parziale causa la popolarità di Formigoni, prima alleati, poi il tradimento della parola data – “Sarà il presidente del Senato” annunciò B. ai giornalisti, e poi invece toccò a Schifani. Ma appunto, come in un ballo a lenta cadenza, tutte le glorie e magagne d’epoca sono lì a disposizione.

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Se la sta passando male una cronista del Tg2 che in un servizio ha confuso Puglia e Umbria, mentre un sacco di protagonisti che hanno confuso le votazioni di Ballando con le stelle con qualcosa di serio e appassionante vanno avanti da settimane e non la smettono.