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Mixer, la nostalgia non è un peccato

Multischermo / Il programma culto di Giovanni Minoli e il suo ritorno in tv
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Non è un’operazione nostalgia, dice Giovanni Minoli della serie Mixer Vent’anni di televisione: partita su Rai 3 giovedì in seconda serata, dal 18 anche su Rai Storia in prima. Se non lo è, vi somiglia però assai e a quel punto bisogna solo decidere se vi sia qualcosa di male, oppure se la nostalgia di cui sopra non sia ormai parte integrante della cara e vecchia tv, soprattutto vecchia, con il suo pubblico fisso di età media diciamo importante.

Minoli, che non le manda troppo a dire, non manca di accompagnare il tutto con una reprimenda decisa all’informazione attuale e soprattutto all’approfondimento televisivo, leggi talk show, tacciati di stupidità e altri apprezzamenti simili. Va da sé che un semplice giro cronologico dalle prime puntate di Mixer, 1980, chiudendo quasi vent’anni dopo, illumina la situazione anche a chi non brilla per e…

Non è un’operazione nostalgia, dice Giovanni Minoli della serie Mixer Vent’anni di televisione: partita su Rai 3 giovedì in seconda serata, dal 18 anche su Rai Storia in prima. Se non lo è, vi somiglia però assai e a quel punto bisogna solo decidere se vi sia qualcosa di male, oppure se la nostalgia di cui sopra non sia ormai parte integrante della cara e vecchia tv, soprattutto vecchia, con il suo pubblico fisso di età media diciamo importante.

Minoli, che non le manda troppo a dire, non manca di accompagnare il tutto con una reprimenda decisa all’informazione attuale e soprattutto all’approfondimento televisivo, leggi talk show, tacciati di stupidità e altri apprezzamenti simili. Va da sé che un semplice giro cronologico dalle prime puntate di Mixer, 1980, chiudendo quasi vent’anni dopo, illumina la situazione anche a chi non brilla per esegesi storica. Era la Rai della riforma, il territorio era da esplorare, la rarefazione dell’offerta tv faceva il resto. Facile che ci finissero quelli bravi, facile che con la nuova libertà si andasse a fare la storia. Come successo altrove, si direbbe ovunque, il progressivo affollamento dell’offerta ha via via fatto saltare tutto per aria, reso caotico l’insieme e a quel punto, direbbe Minoli, immettere stupidità nel circuito diventava quasi indispensabile. Un solo programma, ai tempi, del prestigio di Mixer e accattivante come Mixer, ed è ovvio che vi si concentrassero i migliori: dagli archivi quindi, per questa serie non-nostalgica, si salta da un faccia a faccia con i big più big, se si passa alla musica c’è Minà che intervista De Gregori, o Dalla, o Pino Daniele e se proprio si voleva far salire vieppiù l’ascolto arrivava Celentano. A Minoli preme far notare il metodo superiore: ne ha diritto, ma c’erano condizioni irripetibili, ovvio. E in questo Blob mirato ed evoluto (anzi, è un TechetecheTalk) più si cerca di scacciare la nostalgia, più quella ti mangia vivo.
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All’Eredità non si rassegnano. Concorrenti giovani, provano la Ghigliottina con soluzione "cartolina". La concorrente giovane prende atto e ha l’aria di chiedersi se sia una cosa che si manda con whatsapp.