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(agf)

'The voice senior', format vincente o grazia divina?

Multischermo / Antonella Clerici conduce la nuova edizione del talent su Rai 1
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I favolosi anni sessanta sono la soglia minima per accedere a The voice senior (Rai 1 il venerdì sera): uno di quei format nati da ispirazione divina, o magari puntando ad altro, che poi si rivelano irresistibili per altre vicende, le storie, i personaggi. Chi aveva mai davvero pensato alla quantità, si direbbe esorbitante, di italiani vintage che hanno avuto a che fare nella vita con musica e canzoni, che ci hanno provato in qualche modo o in tutti, che hanno smesso presto o che non hanno mai smesso, accontentandosi del sogno dimezzato... Il programma condotto da Antonella Clerici ha nei giudici (Bertè, Gigi D'Alessio, Clementino, i Ricchi e Poveri) e nel gioco la componente atto dovuto, i quattro e il meccanismo ogni tanto divertono ogni tanto no, ma pazienza.

I favolosi anni sessanta sono la soglia minima per accedere a The voice senior (Rai 1 il venerdì sera): uno di quei format nati da ispirazione divina, o magari puntando ad altro, che poi si rivelano irresistibili per altre vicende, le storie, i personaggi. Chi aveva mai davvero pensato alla quantità, si direbbe esorbitante, di italiani vintage che hanno avuto a che fare nella vita con musica e canzoni, che ci hanno provato in qualche modo o in tutti, che hanno smesso presto o che non hanno mai smesso, accontentandosi del sogno dimezzato... Il programma condotto da Antonella Clerici ha nei giudici (Bertè, Gigi D'Alessio, Clementino, i Ricchi e Poveri) e nel gioco la componente atto dovuto, i quattro e il meccanismo ogni tanto divertono ogni tanto no, ma pazienza.

E il senso invece sta tutto nell'attendere e poi scoprire la storia dell'attempato/a successivo che arriva, che racconterà di inizi folgoranti e poi di aver scelto la famiglia, o di quella volta che Frank Sinatra lo fece salire sul palco a cantare insieme My way, oppure di aver consumato i tasti di pianole da piano bar allo sfinimento e raccontandolo in modo sobrio, in quanto uomini di poca malinconia. La sfilata è interminabile - e la singola puntata dura troppo - ma non c'è in tv un altro luogo così forte emotivamente. Altrove, dove si parla di sentimenti e cose limitrofe, si finge parecchio per creare l'effetto emotivo, qui al massimo si esagera qualcosa perché poi bisogna andare in scena e dare credibilità a quello che si è raccontato.

Siccome tutti vengono da preselezioni e non si sta facendo La corrida (casomai il suo contrario) la scalata alla dignità d'esibizione va sempre a buon fine. A un certo punto si formeranno le squadre e si farà il talent vero e proprio con la gara: ha un senso, ma queste puntate di audizioni, scelte e racconti ne hanno assai di più.
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A La vita in diretta stanno parlando di Gina Lollobrigida e c'è Mara Venier che telefona per polemizzare con un'ospite. Siccome sono assai impegnati a fare tv, i personaggi della medesima avrebbero un'ottima scusa per non guardarla mai. E invece.