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Paolo Bonolis, un gigante senza ritegno

Multischermo / Su Canale 5 conduce con Luca Laurenti 'Avanti un altro'
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Nel preserale delle tv notoriamente si gioca, c'è l'ufficialità o quasi dell'Eredità di Rai 1, su La7 c'è l'underdog Lingo (che a ritmi lentissimi ha preso un minimo di consistenza, giocando al vecchio Paroliamo) e poi, nelle serate nelle quali si è in vena di trasgressioni di quelle da non raccontare a nessuno, da qualche tempo su Canale 5 sono tornati Paolo Bonolis e Luca Laurenti con una edizione ennesima di Avanti un altro. E lì dipende dalla serata, perché se si capita in una di quelle nelle quali gli autori si sono lasciati andare e Bonolis, al tempo stesso, decide di ingarellarsi - lessico adeguato - nella sfida ai proiettili trashanti che iniziano a crivellare lo studio multicolore, e ufficialmente corte dei miracoli televisiva, allora si rischia di perdere ogni ritegno e divertirsi di conseguenza.

E il senso è quello originario e forse per fortuna: fermo restando che alla fine in qualche modo si gioc…

Nel preserale delle tv notoriamente si gioca, c'è l'ufficialità o quasi dell'Eredità di Rai 1, su La7 c'è l'underdog Lingo (che a ritmi lentissimi ha preso un minimo di consistenza, giocando al vecchio Paroliamo) e poi, nelle serate nelle quali si è in vena di trasgressioni di quelle da non raccontare a nessuno, da qualche tempo su Canale 5 sono tornati Paolo Bonolis e Luca Laurenti con una edizione ennesima di Avanti un altro. E lì dipende dalla serata, perché se si capita in una di quelle nelle quali gli autori si sono lasciati andare e Bonolis, al tempo stesso, decide di ingarellarsi - lessico adeguato - nella sfida ai proiettili trashanti che iniziano a crivellare lo studio multicolore, e ufficialmente corte dei miracoli televisiva, allora si rischia di perdere ogni ritegno e divertirsi di conseguenza.

E il senso è quello originario e forse per fortuna: fermo restando che alla fine in qualche modo si gioca con i concorrenti, inventandosi domande oltre il demenziale e nelle quali sono spesso annidati doppisensi da arrossire, fermo restando che il gioco finale delle risposte sbagliate è sempre la cosa migliore nel genere, ogni sera Bonolis e Laurenti tengono soprattutto viva la dimensione del Circus nel quale più gente entra e più tipi bizzarri si vedono.

In realtà, anche se può non sembrare, è uno degli show scritti con maggiore attenzione: o meglio, scritti con applicazione sovrumana a innescare gag che poi devono arrivare da sole, perché il giro dei personaggi freak - indistinguibili tra ospiti fissi e concorrenti occasionali - è creato apposta per la bisogna. Bonolis, piaccia o meno, è semplicemente gigantesco nell'espletare il compito, ormai con meccanismi naturali che vanno per conto loro e parecchi momenti clou che si individuano così: Bonolis stesso, a volte, ride di gusto anche se non vorrebbe e non riesce a fermarsi, e lì vuol dire che il Circus è arrivato alla perfezione.

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