Il boss è in incognito ma il lieto fine è garantito
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaNon arriverà mai la puntata che farebbe davvero il botto: quella con il capo-azienda che si traveste, incontra uno dei suoi operai e lo trova felice, nessun problema nella vita, sfrontato e anche sarcastico sul lavoro, che detesta parecchio e con giudizi taglienti proprio sul capo. Segue licenziamento in tronco. Non funziona e non funzionerà mai così: anzi, per l’ennesima edizione di Boss in incognito – Rai 2 il lunedì sera, la prossima chiude la stagione – la selezione si fa sempre più spietata e gli operai che fingono o chissà di non riconoscere il capo hanno storie dure e compassionevoli, problemi seri e tanta, tanta dedizione al lavoro.
Nessuna sorpresa, se non nel constatare col passare delle edizioni il richiamo sempre più vicino al clima e al pathos di C’è posta per te: solo, ambientata nel lavoro e non in famiglia – anche se alla fine la descrizione della vita di coppia, i problemi a fa…
Non arriverà mai la puntata che farebbe davvero il botto: quella con il capo-azienda che si traveste, incontra uno dei suoi operai e lo trova felice, nessun problema nella vita, sfrontato e anche sarcastico sul lavoro, che detesta parecchio e con giudizi taglienti proprio sul capo. Segue licenziamento in tronco. Non funziona e non funzionerà mai così: anzi, per l’ennesima edizione di Boss in incognito – Rai 2 il lunedì sera, la prossima chiude la stagione – la selezione si fa sempre più spietata e gli operai che fingono o chissà di non riconoscere il capo hanno storie dure e compassionevoli, problemi seri e tanta, tanta dedizione al lavoro.
Nessuna sorpresa, se non nel constatare col passare delle edizioni il richiamo sempre più vicino al clima e al pathos di C’è posta per te: solo, ambientata nel lavoro e non in famiglia – anche se alla fine la descrizione della vita di coppia, i problemi a far studiare i figli etc. sbucano sempre. Con l’ausilio di Max Giusti in una forma bizzarra di conduzione-appoggio, in ogni puntata fa sempre bella mostra di sé un’azienda specifica – l’altra sera una cosa di biscotti e dolciumi – e un capo che intende regalarsi una botta di vita benefica e fare bella figura in tv.
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“Da tempo Sanremo si occupa di look transgender presunti aggressivi. Zelensky è idoneo perché sono noti i suoi balletti con tacchi a spillo, nudo e lingua fuori, come i Måneskin. Dove li ho visti? Su Telegram”. (Carlo Freccero, La Verità)