Dai compensi di Sanremo 2023 ai ricavi da pubblicità, ecco il giro d'affari

Cinquanta milioni di euro dagli inserzionisti. Posti letto esauriti, per la zona un giro d'affari da 18 milioni
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Cinquanta milioni di pubblicità, tanto vale il Festival per la Rai. La "settimana santa" della musica italiana (copyright Fiorello) comincia dunque col primo record della 73esima edizione. Ecco perché Sanremo è Sanremo. La cifra, in crescita rispetto alla precedente edizione (42 milioni di introiti), in modo superiore anche alle aspettative, è stata confermata dall'ad di Rai Pubblicità, Gian Paolo Tagliavia: "Siamo su quella strada".


La grande fiera può dunque puntare a superare i 60 milioni di ricavi dello scorso anno, considerando che alla Rai ne costa una ventina. "È il nostro Superbowl", come sintetizza efficacemente uno dei main sponsor. La raccolta pubblicitaria è stata ovviamente favorita dalla fine, qui ufficialmente decretata, della pandemia: non si vede in giro una mascherina che sia una e la città, sole caldo e vento gelido, si è consegnata totalmente al festival e ai suoi sponsor che l'hanno occupata militarmente, è il caso di dire visto che ci sono anche enormi stand promozionali di polizia ed esercito.


Per girare in centro si deve fare lo slalom tra i box e le strutture allestite dai partner commerciali. Poi, dicono, tra due o tre giorni, si paralizzerà tutto. "La città sta esplodendo, c'è un dato che fa capire quello che sta succedendo - dice sindaco Alberto Biancheri, che dalla Rai dovrebbe incassare cinque milioni per l'affitto della sua città  -. Tutti i posti letto in provincia di Imperia sono esauriti, chi vuole venire si sta rivolgendo verso Nizza per trovare un alloggio".


Si conta che oltre 40 mila ospiti arriveranno da qui a domenica, e ci sono già migliaia di addetti ai lavori su piazza da varie settimane. Sono circa tremila le persone che lavorano al festival. La previsione è che lasceranno quasi nove milioni per gli alloggi, due milioni per il vitto e altrettanti allo shopping. L'indotto è stimato in 18 milioni totali.


Piazza Colombo, a cento passi dall'Ariston collegati dal green carpet d'erba, ospiterà concerti a tutto spiano da martedì sul Suzuki stage: Piero Pelù, Nek, Renga, Annalisa, La Rappresentante di Lista e Achille Lauro. All'ancora un palazzo viaggiante della Costa Crociere, con oltre mille e cinquecento passeggeri a bordo, accoglierà le esibizioni di Salmo, Fedez, Gué e altri. Il Palafiori, sempre su piazza Colombo, è diventato Casa Sanremo. "Quando sono arrivato - dice con una certa fierezza Amadeus - a parte l'Ariston intorno c'era il silenzio...".  Due anni dopo la funesta edizione in lockdown, la sbornia è collettiva. Peccato che, causa restrizioni dei posti stampa, la copertura mediatica sia vistosamente calata: solo 600 giornalisti accreditati (contro anche i duemila del passato) e appena una ventina dall'estero, altro che effetto Måneskin.


Oltre alla Rai e a Sanremo, il festival pare beneficiare anche l'industria discografica che, nonostante tutto, è in risalita. Secondo uno studio commissionato da Banca Ifis, nel primo semestre del '22 il fatturato delle sette note era già aumentato del 18% sui 332 milioni del mercato discografico del '21). Perché, dice un sondaggio, ogni italiano ascolta musica venti ore alla settimana, anche sul posto di lavoro (85%). Da domattina anche le canzoni di questo festival. Le canzone in gara incrementano il mercato del 2,5%. Ogni team di un cantante riceve 58 mila euro dalla Rai, ma sono molti di più quelli che le 14 case discografiche in gara (tre major e undici etichette indipendenti) investono.


Nell'era dell'ecosostenibilità uno sponsor, Eni Plenitude, ha fatto pure cantare le piante: l'artista Dardust ha eseguito un concerto, domenica sera al Forte Tecla, suonando le foglie. Con tracce prodotte grazie ad impulsi elettrici emessi proprio da piante e fiori, catturati dai sensori posizionati sulle stesse, ha convertito il segnale creando una vera e propria sinfonia. Pare ci siano gerani più intonati di alcuni cantanti in gara.