Con un certo compiacimento che nasce dalla possibilità di rivendicare un pezzo di tv utile e servizievole al pubblico è ripreso la domenica su Rai 3, alle 13, Il posto giusto. È un programma quasi storico, appunto di servizio, dedicato al mondo del lavoro in prospettiva giovani, soprattutto, startup, in particolare (quello che ha creato un’aziendina di oggetti in legno e così via) e da porre come fiore all’occhiello di una programmazione complessiva che al tema del lavoro dedica assai poco.
In conduzione Giampiero Marrazzo, la novità è il gruppo di studenti presenti in studio, curiosamente scelti tra gli Istituti tecnici superiori dedicati al turismo: il fatto che si tratti di un programma strettamente governativo fa sorgere qualche sospetto ma ovviamente siamo a fin di bene, si collabora con il ministero del Lavoro e con l’Anpal, ovvero la stessa cosa, il clima è quello rilassato e propositivo che ogni governo vorrebbe, e ha voluto anche in passato, per una trasmissione come questa. Il fatto che digitando Il posto giusto sul web escano una decina di pizzerie della zona non deve scoraggiare, gli ascolti scoraggiano un po’ di più ma non si insegue questo.
Quello che però balza all’occhio — e basta andare sulle hard-news o sui social — è la distanza, forse anche qui a fin di bene, con i temi del lavoro più dibattuti, dove ci si accapiglia ferocemente su questioni come il salario minimo, il precariato estremo, il Jobs Act e così via. Qui, siamo in un ambito quasi bucolico, si discetta sull’atteggiamento da tenere nei colloqui di lavoro o si va a scoprire quanto sono stati bravi, e ovviamente è vero, quelli che in una certa provincia dell’Emilia si sono inventati una lavanderia insolita e così via. Nel finale, una tabella sulla difficoltà, per le aziende, di reperire lavoratori.
Va da sé, un programma dedicato al lavoro, e nel quale si senta nominare almeno una volta la parola logistica, o call center, o rider, servirebbe tutti i giorni e dovrebbe essere accanito nei tempi e nei modi. Qui siamo invece dentro un oceano di buoni propositi e buone speranze.
***
“Meglio Cuperlo che trovarlo”. (Fiorello, Viva Rai2!)