Dalla lettera ai vestiti: l'invito alle donne di Chiara Ferragni a essere se stesse
dalla nostra inviata Silvia Fumarola , dalla nostra inviata Silvia FumarolaIl primo record l’ha battuto con i meme della stola bianca con la scritta “Sentiti libera”, trasformata subito in “Sentiti povera” e in mille altre versioni. Chiara Ferragni lo sa da sola, divide. Ha schiere di seguaci e di haters, porta il mondo dei social sul palco dell’Ariston, con un monologo che ha scritto lei e che in realtà è un dialogo con sé stessa bambina. Come dire, egocentrismo al cubo, ma pensato per parlare delle donne e alle donne. Si presenta con un vestito leggero dorato effetto nude look sul seno: “Non sono nuda, questo abito è un disegno del mio corpo. E il corpo di noi donne non deve mai generare vergogna e odio” ha spiegato a Gianni Morandi e Amadeus, incuriositi. Non una gran novità l’abito manifesto, anche Madame al festival 2021 si era presentata con un modello armatura: i cristalli del corpino disegnavano seni e ombelico.
Il primo record l’ha battuto con i meme della stola bianca con la scritta “Sentiti libera”, trasformata subito in “Sentiti povera” e in mille altre versioni. Chiara Ferragni lo sa da sola, divide. Ha schiere di seguaci e di haters, porta il mondo dei social sul palco dell’Ariston, con un monologo che ha scritto lei e che in realtà è un dialogo con sé stessa bambina. Come dire, egocentrismo al cubo, ma pensato per parlare delle donne e alle donne. Si presenta con un vestito leggero dorato effetto nude look sul seno: “Non sono nuda, questo abito è un disegno del mio corpo. E il corpo di noi donne non deve mai generare vergogna e odio” ha spiegato a Gianni Morandi e Amadeus, incuriositi. Non una gran novità l’abito manifesto, anche Madame al festival 2021 si era presentata con un modello armatura: i cristalli del corpino disegnavano seni e ombelico.
Ventotto milioni e mezzo di follower, nonostante abbia parlato di emozione della vigilia, la regina delle influencer è tutto fuorché tremebonda: dal palco dell’evento televisivo dell’anno parla a Chiara bambina, per ripercorrere la sua vita, dalla convinzione di non sentirsi abbastanza (“Vorrei dirti che sei abbastanza e lo sei sempre stata. Tutte le volte che non ti sei sentita abbastanza bella, intelligente, lo eri”) al fatto che essere donne non è un limite, anzi. Concetto che conoscono bene i suoi follower, perché questa confessione è la summa delle sue storie su Instagram, in cui esalta l’autostima e il girl power. Spiega che le donne vengono colpevolizzate perché lavorano, gli uomini no. E milioni di donne a casa avranno pensato è vero, e sarebbe bello trovare anche gli asili nido, essere pagate come gli uomini. Forse le trasferte sono l’ultimo dei problemi, ma tanto “alla fine saranno i tuoi figli a giudicarti”.
Poi riflette sul corpo delle donne: “Se lo nascondi sei una suora, se lo mostri sei una troia”, ma alla fine invita “a lottare insieme ogni giorno per cambiare le cose. Io ci sto provando, anche in questo momento”. Ha imparato che “se una cosa ti fa paura è la cosa più giusta da fare. Abbiamo tutti la scritta ‘fragile’, siamo scatole che contengono meraviglia e vanno aperte con cura”. Mamma social e haters, insicurezza vinta e rivendicazioni, l’imprenditrice digitale parla del suo mondo, che è sotto gli occhi di tutti grazie ai suoi social, ma è un mondo a parte.
Poi però non lo è quando presenta le responsabili di Di.Re l’associazione a cui ha devoluto il cachet, che è al fianco delle donne vittime di violenza. Il mondo reale merita di mettersi alla prova, ancora da regista della sua vita.