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Nella conferenza stampa di Sanremo Coletta su Fedez: "La libertà è importante ma mi dissocio dagli attacchi". Egonu: "L'Italia è razzista"

Il direttore Stefano Coletta commenta il caso Fedez: "Non sapevamo del suo intervento". La pallavolista Paola Egonu: "Su quello che ha dichiarato Salvini non devo dire niente"
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Dieci milioni e mezzo di spettatori davanti alla tv: il picco alle 21.42, 16 milioni 693mila, è nel momento del trio Gianni Morandi, Al Bano, Massimo Ranieri in cui Morandi canta Uno su mille. Il picco di share all’1.24 arriva al 71,21% quando Amadeus legge la top five della classifica.

“Dati straordinari che dimostrano che questa edizione è in una parabola ascendente”, dice il direttore del prime time Stefano Coletta, “bisogna tornare al 1995 per registrare uno share più alto. Target molto interessante: le ragazze tra i 15-24 anni sono oltre l’86%, i ragazzi tra i 25-34 al 71.92%. Supera il 70% di share la categoria dei laureati. I giovanissimi…

Dieci milioni e mezzo di spettatori davanti alla tv: il picco alle 21.42, 16 milioni 693mila, è nel momento del trio Gianni Morandi, Al Bano, Massimo Ranieri in cui Morandi canta Uno su mille. Il picco di share all’1.24 arriva al 71,21% quando Amadeus legge la top five della classifica.

“Dati straordinari che dimostrano che questa edizione è in una parabola ascendente”, dice il direttore del prime time Stefano Coletta, “bisogna tornare al 1995 per registrare uno share più alto. Target molto interessante: le ragazze tra i 15-24 anni sono oltre l’86%, i ragazzi tra i 25-34 al 71.92%. Supera il 70% di share la categoria dei laureati. I giovanissimi si nutrono della memoria, della storia della canzone. La tensione cresce anche nei momenti extra musicali, l’intervista belvica di Francesca Fagnani ad Amadeus e Morandi supera il 70% di share”.

“È una giornata particolare” dice Amadeus “alla vigilia, ne parlavo anche con Coletta, non immaginavo un risultato di questo tipo. Mi sembrava impossibile eguagliare i dati dello scorso anno, addirittura superarli impensabile. Tutti rendono queste serate imperdibili, anche i temi che portiamo hanno un’importanza incredibile. Ho visto signori in platea con le lacrime agli occhi dopo che Pegah e Drusilla Foer hanno raccontato cosa sta succedendo in Iran. Lasciare la possibilità di fare una denuncia o un appello è fondamentale. Morandi Al Bano e Ranieri sono davvero tre super eroi, rappresentano la nostra storia. Quando ho proposto questa idea l’hanno accolta con gioia”.

Mercoledì sera Fedez ha strappato l'immagine di Galeazzo Bignami, viceministro alle Infrastrutture, fotografato in divisa da nazista. La Rai prende le distanze. "Confermo che non sapevamo nulla dell'intervento di Fedez", dice Coletta, "l'artista, come ha dichiarato, ce ne aveva comunicata una dicendoci poi che l'avrebbe cambiata. A nome della Rai ritengo che la libertà sia un diritto sacrosanto che deve esprimersi attraverso tutte le forme d'arte e tutti i pensieri di un individuo, ma sempre a nome della Rai, sia dei vertici che mio, in maniera molto netta mi dissocio fortemente dagli attacchi personali. Mi dissocio soprattutto nella gestualità, la gestualità può fare molto male quando diventa un attacco personale. L'esercizio di libertà non può diventare mai attacco personale. Il servizio pubblico non può ammetterlo, non è più libertà e diritto quando si trasforma in attacco alla persona, soprattutto a un viceministro del nostro governo che si era già scusato".

Sull'esibizione di Fedez e di Duro, Amadeus dice che "sul palco dell'Ariston c'è totale libertà di parola, però è importante che ognuno si assuma la responsabilità di ciò che dice", ribadisce Amadeus. "Io affronto con serenità quello che succede, non sono turbato né scandalizzato. Sono artisti che hanno una grande personalità. Non mi turba assolutamente".

Ha diviso anche l'intervento del comico Angelo Duro. "Duro riempie i teatri in questo momento”, dice Amadeus, “ha un grandissimo seguito, quello che ho detto non era una battuta, ho avvisato gli spettatori perché molti non lo conoscono. L’ho detto con chiarezza: ‘Non pensate di trovare qualcosa di leggero'. E sono contento, lo riporterei sul palco, sapevo quello che avrebbe fatto. Credo che sia un talento, e, da parte mia, come scommetto sui cantanti che possono essere considerati anomali, la stessa cosa volevo fare con la comicità. Gli auguro grande successo”.

La co-conduttrice della terza serata del festival, la campionessa di pallavolo Paola Egonu, che risponde col silenzio al leader della Lega Matteo Salvini che aveva obiettato ("Spero non parli di razzismo"). "Non devo dire niente". Poi aggiunge: "L'Italia è un paese razzista", dice Egonu, "ma non sono tutti razzisti o tutti cattivi, ma se mi chiedete se c'è razzismo la risposta è sì. Il monologo l'ho scritto io, mi racconto. Quindi ci sarà una parte dedicata a questo. Tornare a giocare nella Nazionale? Sto metabolizzando tutto, ma se ci dovesse essere la possibilità, sì lo farei".
Paolo Egonu, la co-conduttrice di questa sera (agf)
Spiega che in ambiente sportivo non ha sentito razzismo, e rispondendo alle domande alla conferenza stampa prende le distanze dalle dichiarazioni pubblicate qualche giorno fa da Vanity Fair ("Se mai dovessi avere un figlio di pelle nera, vivrà tutto lo schifo che ho vissuto io"). "È un episodio che posso raccontare", spiega. "Prima della pandemia, c'erano un sacco di casi in America, quando è nato il movimento Black Lives Matter. Io e mia sorella ne abbiamo parlato preoccupate: caspita, ci siamo dette, un domani potrebbe essere mio fratello, mio figlio. Era una preoccupazione, non ho detto che far nascere un bimbo di colore in Italia sarebbe stato condannarlo all'infelicità. Io non sono infelice, anzi sono molto felice. Quella frase è una esagerazione".