Levante, qui e ora. La risposta alle critiche per il cambio di look: "L'ho fatto per me, così vi mostro ciò che sento dentro"
di Valeria Rusconi
L'artista, con una serie di tweet, ribatte senza fare sconti alle dure critiche per essersi decolorata i capelli di biondo. E celebra la rinascita dopo la depressione post partum: "Che ne sapete di me? Neanche io so chi sono"
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Come Mina. Ma anche come Patty Pravo. O, ancora, Ornella Vanoni. Quanti esempi, quanti ricordi. Donne rimaste nel mito. Ma erano tante le splendide donne negli anni Settanta, non famose, che sfidavano i canoni precostituiti della bellezza spingendo la propria sensualità oltre, altrove, androgine femmine che sembravano piombate sulla terra da un mondo lontanissimo. Coi capelli sinuosamente ondulati in vortici, o lasciati cadere lisci come un mantello sulle spalle, le sopracciglia sparite, decolorate - un tempo si depilavano - gli occhi bistrati dall'eyeliner geometrico, a inchiodare gli occhi tra tutto quel biondo.
Così Levante si è vista in questo 2023 e così ha chiesto di essere truccata per l'arrivo sul palco dell'Ariston, dove ieri, inguainata in un body di pelle nera a mostrare le gambe lunghissime, ha cantato Vivo. Un brano che dice tutto, o quasi. Vivo, o meglio, sono 'sopravvissuta'. Alle difficoltà, tangibili e inesplicabili, che ti arrivano addosso senza capire da dove, o come, che ti travolgono all'improvviso. La depressione post partum. Sì, esiste, anche se sei una donna come Levante, bellezza mediterranea, alta e sottile, carnagione che col sole diventa olivastra, una popstar.
Claudia Lagona, cantautrice, scrittrice, nata a Caltagirone, in provincia di Catania, il 23 maggio del 1987, oggi ha dovuto difendersi anche dalle spietate critiche del popolo dei social, o di certo pubblico che sta al di là dello schermo, per quella sua scelta così innocua di decolorarsi i capelli. Che innocua non è davvero. Per lei, è stata necessaria. "Qualche dettaglio: Tacchi: 18 cm. Biondo: L’ho fatto per me. Per sentirmi libera di far coincidere l’immagine alla mia attuale idea di me. Volevo un cambiamento, una rinascita, volevo aderire a quello che sentivo dentro", ha scritto sul suo account Twitter. Ma i commenti sono stati impietosi. "Sei brutta, stavi meglio prima", questo la summa di tanti post mandati in linea senza pensarci troppo. Lei, che ha già affrontato la depressione, non ha lasciato correre e ha risposto a sua volta con alcuni tweet.
"Mi spaventa il fatto che la gente, senza filtri, dica 'sei brutta, che hai fatto? Ritorna mora, tu non sei così'. In che senso non sono così? Che ne sai tu di me? Neanche io so chi sono, e a volte cambio idea repentinamente", ha scritto la cantante. "Il mondo digitale mi offre grandi spunti di riflessione sul fatto che stiamo un po’ perdendo la bussola sul come comportarci con gli altri", ha continuato.
(agf)Di Vivo, Levante aveva già spiegato il significato: "Parla certo di un momento buio, ma è anche una canzone che parla di forza e credo che Sanremo sia il luogo giusto per un messaggio di rinascita. Ad un anno dal parto sono tornata". Continuano a chiamarle canzonette ma sbagliano, come ha recitato accuratamente Roberto Benigni nel suo bellissimo monologo che, partendo dal potere della Musica dove ha citato il 'sogno' racchiuso in Volare di Domenico Modugno,è arrivato a parlare della Costituzione nel suo 75esimo anniversario di vita, "un’opera d’arte dove ogni parola sprigiona una forza evocativa e rivoluzionaria, perché butta all’aria l’oppressione e la violenza che c’era prima".
La verità è che certe storie, altrimenti pesanti come macigni, grazie alla Musica s'innalzano, volano in alto, planano senza sosta, diventano musica leggerissima. Ma restano storie da raccontare, con tutta la loro durezza, la loro capacità di spezzarti, commuoverti, renderti una persona migliore. Come diceva Benigni citando Federico Fellini: "La musica è pericolosa perché le sue radiazioni possono entrarti dentro e lacerarti. Non si capisce bene cos’è la musica, è come l’anello tra il concreto e l’astratto. Dove c’è la musica non ci può essere nulla di cattivo". Abbiamo ancora molto da imparare.