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Tutti i "chissà" per immaginare ancora Massimo Troisi

Multischermo \ Sulla Rai il documentario "Buon compleanno Massimo" di Marco Spagnoli
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In forma di atto dovuto destinato al pubblico tv (mentre intanto a Berlino e nei cinema d’Italia arriva il doc assai d’autore Laggiù qualcuno mi ama, firmato da Mario Martone e incentrato sul cinema di Massimo Troisi) su Raitre venerdì è passato Buon compleanno Massimo, speciale di Marco Spagnoli per Rai Documentari. Troisi avrebbe oggi settant’anni e a giudicare dall’evoluzione nell’uomo e nel personaggio che si segue nel lavoro di Spagnoli – fino alla tragica e magnifica lavorazione del Postino, già minato nella salute – sarebbe uno splendido settantenne da ogni lato e chissà dove l’avrebbe portato l’evoluzione di pensiero e azione che lo ha attraversato in carriera, con quella unicità imprendibile che era il suo tratto caratteristico. Come testimoniava – con dovere di sintesi ma anche guizzi notevoli nel sottolineare passaggi importanti, vedi la qualifica di anti-luogo comune per l…

In forma di atto dovuto destinato al pubblico tv (mentre intanto a Berlino e nei cinema d’Italia arriva il doc assai d’autore Laggiù qualcuno mi ama, firmato da Mario Martone e incentrato sul cinema di Massimo Troisi) su Raitre venerdì è passato Buon compleanno Massimo, speciale di Marco Spagnoli per Rai Documentari. Troisi avrebbe oggi settant’anni e a giudicare dall’evoluzione nell’uomo e nel personaggio che si segue nel lavoro di Spagnoli – fino alla tragica e magnifica lavorazione del Postino, già minato nella salute – sarebbe uno splendido settantenne da ogni lato e chissà dove l’avrebbe portato l’evoluzione di pensiero e azione che lo ha attraversato in carriera, con quella unicità imprendibile che era il suo tratto caratteristico. Come testimoniava – con dovere di sintesi ma anche guizzi notevoli nel sottolineare passaggi importanti, vedi la qualifica di anti-luogo comune per l’attore – Maurizio De Giovanni, scrittore e saggista, interprete di una napoletanità estesa, che faceva da traccia narrativa a tutto quanto.

Mario Martone: "Il genio di Troisi tra musica, Napoli e rivoluzione culturale"

Sul resto del lavoro, difficile sbagliare più di tanto con Troisi: il ricordo dei testimoni del tempo è efficace, e tutti si sentono in dovere di andare oltre la testimonianza di maniera, riuscendovi spesso. I pezzi di repertorio con Troisi in campo sono uno più imperdibile dell’altro, impressiona sempre quel talento in una sorta di ripartenza continua – per chi ama il calcio, era il Kvaratskhelia del tempo, unico e inafferrabile – che gli faceva trasformare le semplici interviste per gli show da milioni di spettatori in passaggi da stand-up comedian di classe, con l’intervistatore a fare da spalla inevitabile. E il cinema e tutto il resto, e Napoli e la buona volontà che ci mettono tutti i napoletani che raccontano, ma tutti con l’aria di scusarsi perché se non ci si era dentro da napoletani, in questa storia, non si può afferrarla davvero e per intero.

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Bianca Berlinguer: “Volevo farla sorridere un po’…”. Mauro Corona: “Guardi, lei mi fa sorridere solo a vederla…”. (Cartabianca, Raitre)