'Stasera tutto è possibile', la potenza irresistibile della frescaccia
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaCon buona pace di chi si affanna per tirare su punti di share che sembrano impossibili, su Rai 2 gli ascolti solidi e duraturi li fa ancora il villaggio vacanze di Stasera tutto è possibile - il lunedì sera - programma che suscita invidia ed emulazione in chi guarda (perché loro sì e io no?) e colonna portante di una tv, ovvero Rai, che ai tempi metteva da parte volentieri ogni ritegno e, sempre in zona prevalente di seconda rete, portava in scena la potenza assoluta della frescaccia elevata a massimo divertimento per la serata televisiva.
Si prestano all’opera personaggi tv di fascia mediana, ma anche beniamini come Giovanni Esposito: a occhio hanno più o meno tutti una mezza voglia irrefrenabile di essere chiamati per le prossime edizioni di Lol – dove una puntata sola costa, e paga, come l’intera stagione di STEP. In effetti il programma c’era prima di Lol e ne è una versione casereccia e molto più incasinata…
Con buona pace di chi si affanna per tirare su punti di share che sembrano impossibili, su Rai 2 gli ascolti solidi e duraturi li fa ancora il villaggio vacanze di Stasera tutto è possibile - il lunedì sera - programma che suscita invidia ed emulazione in chi guarda (perché loro sì e io no?) e colonna portante di una tv, ovvero Rai, che ai tempi metteva da parte volentieri ogni ritegno e, sempre in zona prevalente di seconda rete, portava in scena la potenza assoluta della frescaccia elevata a massimo divertimento per la serata televisiva.
Si prestano all’opera personaggi tv di fascia mediana, ma anche beniamini come Giovanni Esposito: a occhio hanno più o meno tutti una mezza voglia irrefrenabile di essere chiamati per le prossime edizioni di Lol – dove una puntata sola costa, e paga, come l’intera stagione di STEP. In effetti il programma c’era prima di Lol e ne è una versione casereccia e molto più incasinata, con un bagno di napoletanità (si gira al benemerito auditorium Rai del capoluogo campano) che riempie di tendenza congenita alla facezia gli spazi meno travolgenti. Che in realtà sono pochi, mentre si elaborano nuovi giochini appunto da villaggio vacanze o si ribadiscono i cavalli di battaglia, come la stanza inclinata e tutto il contorno slapstick che è l’ossatura vera del programma.
Quando arriva il gioco per cui bisogna indovinare il labiale dell’altro concorrente, gli autori – una banda di smandrappati di progetto ovvero assai consapevoli – hanno preparato la frase “Ho perso la partita col Lione” e si sa come vanno a finire queste cose. Stefano Di Martino, ormai una specie di mattatore in zona, conduce arborianamente come al solito e con l’aria di aver effettuato ormai un upgrade che lo porta a mantenere qui la conduzione come un veterano alle prese col primo amore di gioventù. Puntate da quasi tre ore, se si è fortunati si può girare ogni tanto sul 2 e beccare qualche momento esilarante.
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“E vi annuncio che Topo Gigio ha scelto proprio BellaMà per raccontare al pubblico il suo percorso televisivo”. (Pierluigi Diaco, BellaMà).