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'Pechino Express', l'unico reality in cui si respira

Multischermo / Al via su Sky (e in streaming su NOW) la nuova stagione: il contrario della natura claustrofobica della forma reality, e un lavoro quasi enciclopedico nella scelta dei personaggi da portare in gara
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È un reality in movimento, da sempre (il via era nel 2012) in luoghi del mondo di notevole caratura esotica ed estranea, seppur con la globalizzazione dentro, certo. I luoghi in questione, quest’anno India, Borneo, Cambogia, hanno conferito a Pechino Express il gran valore aggiunto per lo spettatore disinteressato alle dinamiche umane forzate e indotte o naturali o quel che sono: il viaggio si può seguire anche da guardoni di cose e persone, sbirciando i luoghi, la gente, le bizzarrie locali, ci si può attardare a Mumbai per il cricket al parco — volendo è replicabile a Milano, parco di Trenno — oppure osservando con un minimo di soggezione il tizio dall’aria ieratica che staziona su una strada trafficata e offre a pagamento la pulizia delle orecchie.

È un reality in movimento, da sempre (il via era nel 2012) in luoghi del mondo di notevole caratura esotica ed estranea, seppur con la globalizzazione dentro, certo. I luoghi in questione, quest’anno India, Borneo, Cambogia, hanno conferito a Pechino Express il gran valore aggiunto per lo spettatore disinteressato alle dinamiche umane forzate e indotte o naturali o quel che sono: il viaggio si può seguire anche da guardoni di cose e persone, sbirciando i luoghi, la gente, le bizzarrie locali, ci si può attardare a Mumbai per il cricket al parco — volendo è replicabile a Milano, parco di Trenno — oppure osservando con un minimo di soggezione il tizio dall’aria ieratica che staziona su una strada trafficata e offre a pagamento la pulizia delle orecchie.

E altre cose così, le mucche colorate e perfino una superstar di casa nostra (Federica Pellegrini) che concorre insieme al neo-marito e la famiglia che li ospita è talmente felice da fargli celebrare un secondo matrimonio d’uso locale. Appunto, Pechino Express, tecnicamente un docureality, non ha l’aria di mollare il colpo: il passaggio dalla Rai a Sky — è la seconda edizione pay — ha consentito di affinare qualcosa ma il senso rimane quello che mescola quanto detto finora: il contrario esatto della natura claustrofobica della forma reality, e un lavoro quasi enciclopedico nella scelta dei personaggi da portare in gara.

C’è tutto il campionario umano in voga di questi tempi, famosi, meno famosi, influencer, personaggi prettamente tv, vecchie glorie (Totò Schillaci, per dire). Tipe da polemiche abiette sui social ed estrose coppie di derivazione tv limitrofa — l’arcigna professoressa de Il Collegio insieme allo studente modello che sembra uscito appunto da un collegio ani 50 ma potrebbe rivelarsi dirompente e così via. A quel punto fuoco alle polveri, gestito da Costantino Della Gherardesca affiancato da Enzo Miccio, bella coppia, e ognuno si goda la sua parte preferita sognando la via delle Indie o quello che si vuole.

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“Adesso ho capito. Guardate che ci metto quattro ore, ma poi capisco”. (Totò Schillaci, Pechino Express).