Spettacoli

Ermal Meta, dopo l'orrore di Cutro racconta alle 'Iene' la sua storia di immigrazione

La strage di migranti sulle coste calabresi ha spinto il cantante a rivelare in un monologo come la madre riuscì ad arrivare in Italia dall'Albania grazie a un passaporto falso e a due persone gentili
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"Due atti di gentilezza salvarono quattro vite. Tra quelle vite c'era anche la mia. Siate gentili, potreste salvare qualcuno". È il finale del commovente monologo di Ermal Meta alle Iene. Il cantante albanese, naturalizzato in Italia, nella puntata in onda martedì 14 marzo su Italia1 ha ricordato il viaggio intrapreso dalla madre Mira, dalle coste dell'Albania all'Italia.

La strage di Cutro

Ermal Meta, 41 anni, aveva già rivelato dettagli della sua vita nelle sue canzoni, ma ora ha voluto raccontare in tv la storia della madre, sua e dei suoi due fratelli. Una scelta maturata dopo le vittime di Cutro, il paese calabrese dove nella notte tra il 25 e il 26 febbraio è avvenuto il tragico naufragio di un barcone di migranti. Intanto il mare continua a restituire corpi senza vita: i morti sono arrivati a 86 e il bilancio potrebbe non essere definitivo.

Disperazione e gentilezza

Ermal Meta (tre volte a Sanremo: terzo nel 2017 e nel 2021, vincitore con Fabrizio Moro nel 2018), ha voluto raccontare la storia della madre, una donna coraggiosa che, nonostante un lavoro bellissimo - era primo violino dell'orchestra di Fier, in Albania - fu costretta a fuggire dalle violenze del marito, che il cantante ha definito violento. Per arrivare in Italia, la donna ha usato un passaporto falso, che le ha permesso di affrontare una nuova vita, fatta di incertezze e paure, per dare un'occasione ai suoi figli. Una vicenda emblematica, simbolo di chi ce l'ha fatta grazie a una serie di 'combinazioni fortunate', fatte di gentilezze che hanno cambiato il destino di una famiglia.

Il monologo completo

"Quella donna non si fidava di nessuno - inizia a raccontare Meta - Un giorno, per strada, uno sconosciuto la avvicina e le dice che ha sentito delle cose, cose orribili che stanno per succederle. Lei si spaventa, ma gli crede. Del resto a una donna senza marito a quei tempi poteva accadere di tutto".

Un'offerta disinteressata

"Lo sconosciuto le consiglia di andare via, ma lei non sa come fare. Lui si offre di pagare di tasca sua un passaporto straniero, tedesco. Non vuole niente in cambio. Le chiede solo delle fototessere. Quando lei gli domanda perché la sta aiutando, lui le risponde che non lo fa solo per lei, ma anche per i suoi figli. Andare alla polizia è inutile e lo sa fin troppo bene".

L'arrivo a Brindisi

"Il giorno seguente la donna porta le foto all'uomo. Lui va da un falsario e una settimana dopo il passaporto è pronto. Lo sconosciuto le augura buona fortuna. Non si vedranno più. La donna lascia i figli con sua madre e va a prendere il traghetto che spera possa condurla verso una vita sconosciuta, ma gentile, come quell'uomo. Passa i controlli della polizia albanese senza difficoltà e così, intorno alle 7 della mattina seguente, la nave su cui si trova entra nel porto di Brindisi".

I controlli alla frontiera

"Prima dello sbarco, ogni passaporto viene controllato meticolosamente. Un ufficiale afferra quello della donna e le lancia un'occhiata prima di sparire dietro a una porta. Sembra aver già capito. Torna indietro dopo un po' e la chiama in disparte".

Un nuovo futuro

"'Questo passaporto è falso, lo sa vero?' Le dice a bassa voce. 'Si lo so', ammette lei. 'Non posso farla passare, devo rimandarla indietro'. La donna piange, cercando di non farsi vedere dagli altri, poi dalla borsa tira fuori una fotografia e gliela mette davanti. 'Questi sono i miei tre figli, se torno indietro non ci sarà un futuro per loro', gli dice. Lui indugia ancora, scrutandola, mentre la donna prega. Di colpo, lui apre il passaporto e lo timbra prima di ridarglielo. È libera di andare. Lei vorrebbe abbracciarlo, ma non può. 'Vada via e buona fortuna', le dice l'ufficiale indicandole la porta verso il suo nuovo futuro: incerto, ma tutto da scrivere. Non si vedranno più. Due atti di gentilezza salvarono quattro vite. Tra quelle vite c'era anche la mia. Siate gentili, potreste salvare qualcuno".