Con l'ispettore Barnaby il giallo all'inglese non finisce mai
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaC'è il minuscolo paesino della contea inglese di Midsomer dove nella stessa sera e nello stesso locale si svolgono un torneo di domino e un'esibizione di drag queen. Ma il giorno stesso trovano uccisa una signora bigotta del luogo, stordita con il tacco dodici di una drag e due pedine del domino incollate sugli occhi. Le due manifestazioni sono per beneficienza ma intanto, mentre si scopre che tutti vanno a letto con tutti, trovano uccisa una drag vera mentre uno degli indiziati, un attore fallito cacciato dal West End londinese, declama Shakespeare quando deve rispondere alle domande della polizia. L'insieme può sembrare un viaggio allucinogeno alla Ken Russell nel quale in sede di scrittura gli autori si sono caricati con sostanze non commendevoli: ma probabilmente è vera solo la seconda parte. Siamo invece nell'episodio conclusivo della stagione numero 23 del pacioso Ispettore Barnaby (in prima tv su Giallo, in chiaro al canale 38). Ovvero il gi…
C'è il minuscolo paesino della contea inglese di Midsomer dove nella stessa sera e nello stesso locale si svolgono un torneo di domino e un'esibizione di drag queen. Ma il giorno stesso trovano uccisa una signora bigotta del luogo, stordita con il tacco dodici di una drag e due pedine del domino incollate sugli occhi. Le due manifestazioni sono per beneficienza ma intanto, mentre si scopre che tutti vanno a letto con tutti, trovano uccisa una drag vera mentre uno degli indiziati, un attore fallito cacciato dal West End londinese, declama Shakespeare quando deve rispondere alle domande della polizia. L'insieme può sembrare un viaggio allucinogeno alla Ken Russell nel quale in sede di scrittura gli autori si sono caricati con sostanze non commendevoli: ma probabilmente è vera solo la seconda parte. Siamo invece nell'episodio conclusivo della stagione numero 23 del pacioso Ispettore Barnaby (in prima tv su Giallo, in chiaro al canale 38). Ovvero il giallo inglese che riemerge da un lontano passato - i primi episodi sono del 1997 - e che nessuno si è mai sognato di interrompere o sospendere.
Ovviamente dopo questa storia pluridecennale gli autori non sanno più cosa inventarsi e la decisione è appunto quella di infilare scenari allucinogeni e personaggi ad alto rischio, confidando nel riequilibrio di tutto quanto che arriva dalla figura centrale. Appunto Barnaby, ovvero Neil Dudgeon, ormai un anziano signore sovrappeso ma che una volta espletato il dovere di dar corso alla modernità (quando chiede al suo vice di controllare i social delle vittime o dei sospettati ha un'evidente smorfia di disgusto) ricorre all'esperienza che gli consiglia di andare al sodo di sempre, quando si tratta di delitti - tradimenti, passioni non corrisposte, corna vissute, invidia e soprattutto soldi. A suo modo, un kolossal di genere che non perde un colpo, più o meno, e che potrebbe non finire mai. Chicca ulteriore, il filmtv di stasera reca in originale il titolo Dressed to kill, notevole citazione di un Brian De Palma dei bei tempi.
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"Brooke è distrutta. Non ricorda se è andata a letto con Deacon" (Trama sintetica dell'ultimo Beautiful in onda).