'Presa diretta' e l'agonia della sanità pubblica
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaI numeri che fanno vergognare sono quelli del raffronto di investimenti in sanità pubblica tra i Paesi del G7: tabella apposita e Italia quasi orizzontale rispetto alle impennate altrui, ma magari fosse una questione di raffronti e basta. Tanto che a Presa Diretta (Rai 3) nell’ultima puntata di stagione hanno tagliato corto fin dal titolo della robusta inchiesta in onda, Salviamo la sanità pubblica. Avendo l’età ed essendo anche solo vagamente interessati al tema, nella vita televisiva si saranno viste decine di inchieste come questa, con la grande preoccupazione sempre in sottofondo: ma ogni volta è peggio o così emerge ed è impossibile, come da tesi di Riccardo Iacona e della sua squadra, non avvertire il vento che soffia in favore della sanità privata (tema: defiscalizzare le polizze di chi può pagare. Con certi governi è più probabile, e lo spiegano fior di esperti chiamati ai microfoni).
Per non ri…
I numeri che fanno vergognare sono quelli del raffronto di investimenti in sanità pubblica tra i Paesi del G7: tabella apposita e Italia quasi orizzontale rispetto alle impennate altrui, ma magari fosse una questione di raffronti e basta. Tanto che a Presa Diretta (Rai 3) nell’ultima puntata di stagione hanno tagliato corto fin dal titolo della robusta inchiesta in onda, Salviamo la sanità pubblica. Avendo l’età ed essendo anche solo vagamente interessati al tema, nella vita televisiva si saranno viste decine di inchieste come questa, con la grande preoccupazione sempre in sottofondo: ma ogni volta è peggio o così emerge ed è impossibile, come da tesi di Riccardo Iacona e della sua squadra, non avvertire il vento che soffia in favore della sanità privata (tema: defiscalizzare le polizze di chi può pagare. Con certi governi è più probabile, e lo spiegano fior di esperti chiamati ai microfoni).
Per non ritrovarsi tra un anno o due con una nuova inchiesta che dipinge un quadro ancora più fosco servirebbe altro, nella realtà delle cose e anche in tv: ci sono forze politiche che chiedono di mettere sul tappeto la questione in forma permanente ed emergenziale, lo stesso si dovrebbe fare nella comunicazione. Ovvero appuntamenti fissi, anche quotidiani, che raccontano il tema e la sua evoluzione. Esempio: il classico refrain di queste occasioni, quando passano in tv inchieste rabbrividenti, recita che “il giorno dopo non succede mai niente”. Curiosamente ieri, ed era il giorno dopo Presa Diretta, in Consiglio dei Ministri è stato presentato un decreto che, si dice, darà un po’ di respiro alla sanità pubblica. Dentro si leggono cose di difficile interpretazione, altre meno (la situazione dei Pronto Soccorso è che siamo agli straordinari da cento euro l’ora). E quindi appunto, servirebbe capire di più, una nuova Presa Diretta o un’altra cosa, uno spazio identificabile, un luogo di controllo e analisi permanente.
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Se per caso girando per le strade si incontrano persone appoggiate al muro che piangono calde lacrime c’è caso che abbiano appena scoperto che adesso per partecipare ai sondaggi di Twitter bisogna pagare l’abbonamento.