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Così le ragazze hanno portato l'Italia nel futuro

Su Rai 3 dal 10 aprile il programma di Francesca Fialdini che racconta come è cambiata, decennio dopo decennio, la condizione femminile nel nostro Paese
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Adriana Asti e Angela Caputo, detta Lillina, sono "ragazze degli anni 50". La prima, grandissima attrice, famiglia della buona borghesia milanese; l'altra, pugliese, negozio di merceria a Castellana Grotte, è diventata imprenditrice. Sono le prime protagoniste di Le ragazze, dal 10 aprile su Rai 3, condotto da Francesca Fialdini, un programma che come pochi racconta il mondo femminile, sconfitte e conquiste, mette a confronto le generazioni. Spiega quanta strada è stata fatta e quanta ce n'è ancora da fare. Sensibile e nevrotica, bollata dal pediatra come "un mostro di bambina", Asti cresce cercando sé stessa, e grazie alla recitazione e alla psicanalisi (con il professor Cesare Musatti), troverà la sua strada. Lillina, figlia di un agricoltore che spediva ciliegie in America ("Il portafoglio di papà era come una fisarmonica, eravamo benestanti"), cresce i fratelli e ha fiuto per gli affari. "Vendevo …

Adriana Asti e Angela Caputo, detta Lillina, sono "ragazze degli anni 50". La prima, grandissima attrice, famiglia della buona borghesia milanese; l'altra, pugliese, negozio di merceria a Castellana Grotte, è diventata imprenditrice. Sono le prime protagoniste di Le ragazze, dal 10 aprile su Rai 3, condotto da Francesca Fialdini, un programma che come pochi racconta il mondo femminile, sconfitte e conquiste, mette a confronto le generazioni. Spiega quanta strada è stata fatta e quanta ce n'è ancora da fare. Sensibile e nevrotica, bollata dal pediatra come "un mostro di bambina", Asti cresce cercando sé stessa, e grazie alla recitazione e alla psicanalisi (con il professor Cesare Musatti), troverà la sua strada. Lillina, figlia di un agricoltore che spediva ciliegie in America ("Il portafoglio di papà era come una fisarmonica, eravamo benestanti"), cresce i fratelli e ha fiuto per gli affari. "Vendevo cerniere, il bottone da lutto, il fazzoletto con la riga nera. Poi mi fregò un rappresentante di calze". Percorsi lontani e paralleli, in un'Italia che conosce la guerra e il boom economico. Bisognava sposarsi e l'attrice sposa il pittore Fabio Mauri, il matrimonio naufraga presto ma poi incontrerà l'amore della vita, Giorgio Ferrara; le sorelle scelgono il marito per Lillina: "Ti sistemi e fai la signora. Diciassette anni più di me, Angelo era ebanista". Ma lei, padrona del suo destino, continua col negozio.

Tra le altre protagoniste delle puntate: Edda Dell'Orso - la sua voce è legata alle colonne sonore di Ennio Morricone - e Maria Caruso, da Biancano (Benevento), mandata a lavorare come lavandaia. Per gli anni Sessanta, parlano la celebre costumista Graziella Pera e Albertina Gasparoni, segretaria di Aldo Moro, Giovanni Leone e Sandro Pertini, testimone della Storia. E poi Barbara Alberti e Antonietta Porcelli, una delle prime commesse della Standa.

Gli anni 70 avranno il volto di Cristina Comencini e Mabel Bocchi, la più grande cestista italiana racconta l'epopea del basket femminile. La psicologa Alberta Basaglia spiega il rapporto con il papà Franco; Clelia Bendandi, scomparsa il 13 marzo scorso, una tra le protagoniste assolute della radio, ricorda la sua vita piena, tra musica e incontri. Il racconto degli anni 80 e 90 è affidato a Martina Colombari e a Tiziana Russo, sorella di Marta, la studentessa uccisa il 9 maggio 1997, all'Università La Sapienza di Roma.

Fialdini, sorriso luminoso e capelli corti, è il filo conduttore che lega le storie. "Sono tornata ai capelli che avevo a 20 anni, non mi sono posta il problema delle reazioni, ma sono arrivate. Mi hanno scritto "lurida lesbica" non ho capito il "lurida", è di una povertà emotiva assoluta, ma ho pensato quanto lavoro c'è ancora da fare, in un periodo in cui si parla solo di fluidità". Le storie l'hanno fatta commuovere "perché di fronte a questa forza che muoveva il piccolo mondo, anche le donne sconosciute portavano avanti una forma di cambiamento, personale o collettivo. Fanno riflettere sull'Italia che rispettava regole patriarcali, penso alla gigantesca Adriana Asti che dice: "Mi sono sposata perché si doveva"". Carriere eccezionali e battaglie private, tante pioniere. Cosa le accomuna? "Per molte donne c'è sempre il problema dell'autostima. C'è chi si considerava brutta, inadeguata, lo sguardo degli altri ci segna".

"Scegliamo storie esemplari" spiega Cristiana Mastropietro, che con Pesci combattenti ha ideato e realizza il programma "da una parte il percorso di donne conosciute, pubbliche; dall'altra di chi ha un vissuto speciale. Ma a patto che tutte si raccontino in maniera sincera, autentica. La condizione femminile è cambiata, non c'è più la bambina mandata a lavare i panni ma dobbiamo ricordarcelo. Quest'anno, comunque la si pensi, c'è stata una rivoluzione: il capo del governo e a capo del principale partito di opposizione ci sono due donne. Fanno sperare".