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Maurizio Ferrini: "Ero famoso, ho perso tutto: mi hanno aiutato Arbore, Frassica, e la signora Coriandoli"

Maurizio Ferrini nei panni della signora Coriandoli 
Nato a Cesena, 70 anni il 12 aprile, presenza fissa a 'Che tempo che fa', l'attore ripercorre i momenti più belli e i più difficili. Dai genitori che lo hanno ispirato agli errori di cui ancora si pente. "Ho detto no a Sergio Leone, quando ci penso mi prenderei il cianuro"
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Deve tutto al comunista col borsello che discettava nel salotto di Renzo Arbore a Quelli della notte (tormentone: “Non capisco ma mi adeguo”) e a una vedova indomabile, la signora Emma Coriandoli, presenza fissa a Che tempo che fa da Fabio Fazio, la domenica su Rai 3. Maurizio Ferrini da Cesena (ma ora vive a San Marino), 70 anni il 12 aprile, comico e grande osservatore, dal successo al dimenticatoio, si racconta: dai genitori che lo hanno ispirato ai no di cui ancora si pente (“Ma si può dire no a Sergio Leone? Ero matto? No, purtroppo solo snob”), l’Isola dei famosi, i momenti difficili.  

Maurizio Ferrini a 'Quelli della notte' 

Maurizio Ferrini, il 12 aprile sono 70 anni. Tempo di bilanci? 

“No, 70 contiene solo la magia del numero, bilanci in questo momento non ne faccio. Li ho già fatti. Come diceva mio babbo: ‘Finit…

Deve tutto al comunista col borsello che discettava nel salotto di Renzo Arbore a Quelli della notte (tormentone: “Non capisco ma mi adeguo”) e a una vedova indomabile, la signora Emma Coriandoli, presenza fissa a Che tempo che fa da Fabio Fazio, la domenica su Rai 3. Maurizio Ferrini da Cesena (ma ora vive a San Marino), 70 anni il 12 aprile, comico e grande osservatore, dal successo al dimenticatoio, si racconta: dai genitori che lo hanno ispirato ai no di cui ancora si pente (“Ma si può dire no a Sergio Leone? Ero matto? No, purtroppo solo snob”), l’Isola dei famosi, i momenti difficili.  

Maurizio Ferrini a 'Quelli della notte' 

Maurizio Ferrini, il 12 aprile sono 70 anni. Tempo di bilanci? 

“No, 70 contiene solo la magia del numero, bilanci in questo momento non ne faccio. Li ho già fatti. Come diceva mio babbo: ‘Finiti i 70 vado verso i 71’, e si irritava molto quando lo contraddicevano. Era un tornitore meccanico molto preciso”. 

Sta vivendo una nuova giovinezza con il successo da Fazio. 

“Dovendo tirar fuori la signora Coriandoli dall’armadio avevo due strade: o rimaneva la semplice ragazza di paese di un tempo o diventava trendy, social, e seguiva le mode come le donne di oggi. Io ho scelto la seconda via, ho una stilista molto brava, Giovanna Guglielmi, che mi fa tutte le mise”. 

E’ vero che i suoi personaggi, il comunista e la signora Emma Coriandoli sono ispirati dai suoi genitori? 

“Vivo ancora alle spalle dei miei genitori. Mia mamma, Rina, era una donna umile che aveva delle uscite incredibili. Guardava le gare: ‘Poverino, ma se cominciano dall’ultimo è il primo’. Lei rovesciava tutto e trovava l’essenza, aveva fatto la terza elementare. C’era sempre buonsenso nelle sue frasi, diceva: ‘Oggi sono tutti intelligenti, non si trova più un ignorante per fare due chiacchiere’. Andava in chiesa”. 

E suo padre? 

“Non andava in chiesa ma aveva capito tutto. Diceva: ‘Il problema dell’uomo è l’egoismo’, lui aveva la sesta elementare. Papà era comunista. Aveva una piccola impresa e dava agli operai quasi quello che prendeva lui. Quando un nuovo assunto disse ‘bisogna fare le cose sindacali’, gli altri se lo mangiarono: ‘Tu sei pazzo, qui c’è il comunismo che regna’. Gli amici erano il barbiere che faceva la battuta, il meccanico, il giornalaio. Tutti stra-educati. Sono cresciuto in un mondo fatato. Io le parole pesanti sulle donne la prima volta le ho sentite a Rimini”.  

La signora Coriandoli da Bagnacavallo, vedova di Adelmo, è inarrestabile. Quante ne ha conosciute di donne così? 

“Mi ha ispirato la mia dirimpettaia, Ada Ronconi. Da bambino, l’Ada è stata una maestra di vita, con un grande acume mentale. Sono stato circondato da donne: mia mamma, la Malvina, la zia di mia madre. Mia nonna è morta di parto dando alla luce mia mamma. Ho maturato e sono entrato in sintonia con la mentalità delle donne. La Coriandoli dice: ‘Le bugie hanno le gambe corte, ma al telefono non si vedono’. Lei è un iceberg: la parte emergente è buona, ma è retta dalla malizia”. 

Veramente la signora Coriandoli e le sue amiche, che se anche i mariti si schiantano in montagna o muoiono carbonizzati nei modi più assurdi si godono comunque la vacanza perché l’albergo è pagato, in realtà sono cattivissime.  

“La weltanschauung della Coriandoli è che se muore il marito ‘un po’ dispiace’. Lei non si considera una comica, è una donna del popolo. Quando faccio serate a teatro o nei ristoranti, e racconto come è morto il marito, gli uomini restano impietriti”. 

Lo vuole ricordare? 

 “Se n’è andato dopo un pranzo luculliano. Lasagne ai quattro formaggi, perché il dottore di Modena diceva che il bianco è leggero, il coniglio con le cozze, la grigliata mari e monti. Non hanno il bagno in casa, fuori ci sono 20 gradi sotto zero e lui esce. Lei di notte lo chiama: ‘Adelmo, Adelmo’. Lo trova la mattina alle 7 sulla tazza stecchito come una pettorina di baccalà. Sono venuti i pompieri perché era rigido, hanno fatto i tranci e l’hanno porzionato per metterlo nella cassa”. 

Marisa Laurito, Renzo Arbore e Maurizio Ferrini a 'Quelli della notte' 

Un horror. 

“E la signora Coriandoli commenta: ‘Un po’ dispiace’. Ci fosse una donna che fa la faccia contrita, i mariti le guardano. Poi ne scelgo uno a caso tra il pubblico e dico: ‘Lei mi sta fissando, dovevo morire io?’”. 

Le donne che ruolo hanno avuto nella sua di vita? 

“Ho vissuto tutta la mia infanzia in Romagna, dove gli uomini lasciano con delle scuse la fidanzata a maggio -  e chiamano la stagione estiva ‘la campagna estiva’ come Napoleone, perché vivono così l’aggancio della vacanziera - poi a settembre tornano con la fidanzata. Ecco, questo non mi era affine. Per me l’uscita ideale era con una ragazza che mi piaceva, parlare, ridere insieme. Per i miei amici era assurdo, inconcepibile”.  

Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Antonio Ricci, Fabio Fazio sono stati fondamentali nella sua carriera. 

“La Coriandoli a Striscia la notizia è fiorita. Con Fabio c’è un’affinità naturale, aspetto magico che non puoi creare in laboratorio. Ricevo l’elenco degli ospiti a metà settimana, nessuno sa di cosa parleremo. E’ un allievo di Arbore, Renzo disse che lui ricreava il jazz della parole e Fazio continua su questa strada. Noi siamo jazzisti della parole, non abbiamo la più pallida idea di cosa succederà”. 

Ferrini / Coriandoli con Sergio vastano: l'attore e il cabarettista condussero insieme 'Striscia la notizia' nei primi anni 90 

Quale è stato Il momento più difficile? 

“Ho detto una marea di no. Purtroppo per snobismo. Ma non mi hanno mai cercato per farmi fare ciò che volevo. Ho una mia idea di comicità. Vacanze di Natale per me è peggio del porno, però i ragazzi lo guardano per riderne”. 

Ma perché, scusi? 

“Vanzina ha fatto le scuole francesi, ha questa idea del popolare trash che si è formata dall’Aventino guardando l’Alberone, vede tutti come simpatici borgatari, gli attribuisce il peggio. Ma non è la borgata vera, è la commedia all’italiana vista dai Parioli”. 

I Vanzina hanno saputo fotografare un mondo e una certa società. Ma lei non è quello che ha rifiutato di lavorare con Sergio Leone? 

“Sì ma non ero io. Mi ero espropriato della mente, ancora mi scuso. Quando ho incontrato Francesca Leone, mi ha detto che a casa ero conosciuto come ‘quello stronzo di Ferrini’. Giusto così. La cosa avvenne a metà anni 80, a maggio ricevo la proposta. Eravamo a ottobre, con Paolo Hendel a Roma andiamo a mangiare da Settimio. C’era Carlo Verdone che mi fa: ‘Tu però sei uno stronzo perché hai detto no al mio film, sei uno dei miei miti’. Poi con lui ho girato Compagni di scuola”. 

Ferrini (ultimo a destra) sul set di 'Compagni di scuola' 

Con Leone, che era legatissimo a Verdone, come andò? 

“Ricordo ancora la telefonata, la voce: ‘Sono Sergio Leone, le faccio i complimenti, la vorrei al posto di Alberto Sordi nel film Troppo forte’. E io dico no. ‘Può ripetere per favore?’, e si incrinarono i vetri. Capisce? Ferrini l’unico genio… Parlavo con lo scopritore di Clint Eastwood, Eli Wallach, Charles Bronson, ci vogliamo mettere che ha diretto De Niro?, e il genio Ferrini dice no. Vorrei prendere la pillola di cianuro”.

Visto che abbiamo aperto il capitolo buio: è vero che ha perso tutto? 

“Non lavoravo, per guadagnare facevo persino gli oroscopi, sono un grande studioso di oroscopi. Ho vissuto un momento veramente difficile”. 

 Aveva guadagnato tanto, che fine avevano fatto i soldi? 

“Quando uno compra, compra l’amore, vuol dire che non è appagato. Ho speso un sacco di soldi, solo in viaggi e libri. Negli anni ero stato parsimonioso, non macchine sportive, scommesse, no. Solo libri e viaggi di cui non mi pento però ho speso molto di più di quanto avessi. Poi ho avuto la depressione. Tutto il peggio del peggio che andava avanti, non vedevo la qualità. Solo il degrado di tutto. Ma alla fine è stata una depressione creativa, ho scritto tre film che un giorno dovrei fare. Scrivevo come un pazzo”. 

Arbore & C., "Quelli della notte"

Ma non la chiamavano, che succedeva? 

“Ambiente difficile: se ti proponi non vali niente. Arbore, invisibilmente, e Nino Frassica, grande amico, mi aiutarono”. 

Si è pentito di aver fatto L’isola dei famosi nel 2005? 

“Appena arrivato mi vergognavo come uno che ruba, mi sentivo nudo inside. Arianna David, accusandomi di molestie sessuali inventate, mi ha fatto arrivare secondo. Lei fu cacciata, e il pubblico era dalla mia parte. Popolare, ok, in una fascia non intellettuale, ma una notorietà da paura. Atterrai a Ginevra e in aeroporto la hostess mi fa: ‘Ma lei ha fatto L’isola dei famosi’. Capisce? Loro, snobissimi”. 

Cosa l’ha aiutata nella vita? 

“La fede. Chi non ha fede pensa che uno crede, invece chi ha fede ha visto. Le persone che hanno fede sono state toccate, hanno avuto una visione. Io ho la fortuna di avere questo privilegio. Bisogna pregare solo di essere graffiati”. 

 

Oggi cosa sogna?  

“Ognuno deve fare il suo mestiere, io sono un comico. Farò lo spettacolo Bigodini e paillettes: Signora Emma Coriandoli e il comitato parrucchiere di Bruxelles. E poi sogno il cinema, sto preparando un film in cui farò Emma e Ferrini. Coriandoli influencer con un figlio comunista che rifiuta il mondo della madre, un idealista. In pratica il personaggio di Quelli della notte diventa il figlio della Coriandoli. Vorrei girarlo a San Marino, l’ultimo film girato lì è con Tyrone Power”. 

Cosa pensa di Elly Schlein? 

“Mi sembra fuori giri, è entrata in un partito già in crisi e tenterà di cambiarlo, rompendo la pellicola. Ha un’idea più selvaggia. Bisogna aspettare per giudicare. Come la Meloni, è un’altra debuttante”.