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Meno male che ci sono i sottotitoli

Multischermo / Protesta anche via social su come a volte, anzi spesso, chi è davanti alla tv non capisce cosa ha appena detto l'attore o attrice
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La protesta corre tra social e luoghi specializzati ma è più un mugugno, come un rumore sordo. Molto sordo, perché l'argomento riguarda i dialoghi e l'audio in genere delle fiction di casa nostra, comprese quelle più seguite. Il senso: a volte, anzi spesso, chi è davanti alla tv non capisce cosa ha appena detto l'attore o attrice. Si è percepito qualcosa, ma vai a sapere com'era davvero la frase. Succede parecchio nei dialoghi ravvicinati.


È come se l'attore in scena fosse fanatico di un qualche metodo Stanislavskij per cui se i due protagonisti stanno sussurrando, allora bisogna sussurrare e basta. E se qualcuno eccepisce: ma veramente bisognerebbe far sentire al pubblico, l'attore magari si indigna perché si sta contestando Stanislavskij. Se n'è occupata anche la bibbia televisiva Sorrisi e canzoni: responso, c'è noncuranza, spesso, a volte sciatteria. Il metodo (quello buono) per…

La protesta corre tra social e luoghi specializzati ma è più un mugugno, come un rumore sordo. Molto sordo, perché l'argomento riguarda i dialoghi e l'audio in genere delle fiction di casa nostra, comprese quelle più seguite. Il senso: a volte, anzi spesso, chi è davanti alla tv non capisce cosa ha appena detto l'attore o attrice. Si è percepito qualcosa, ma vai a sapere com'era davvero la frase. Succede parecchio nei dialoghi ravvicinati.


È come se l'attore in scena fosse fanatico di un qualche metodo Stanislavskij per cui se i due protagonisti stanno sussurrando, allora bisogna sussurrare e basta. E se qualcuno eccepisce: ma veramente bisognerebbe far sentire al pubblico, l'attore magari si indigna perché si sta contestando Stanislavskij. Se n'è occupata anche la bibbia televisiva Sorrisi e canzoni: responso, c'è noncuranza, spesso, a volte sciatteria. Il metodo (quello buono) per sussurrare e farsi al tempo stesso sentire esiste, lo si insegna nelle scuole di recitazione ma a quanto pare molti quando c'era lezione andavano a giocare a biliardo. In più, servirebbe spesso una bravura nel reparto fonici superiore alla media. Attori di lungo corso si sono fatti portavoce, appunto, delle proteste. La mitologica Paola Pitagora con un tweet: "Meno male che ci sono i sottotitoli". Aggiungendo che spesso attori gradevoli a vedersi non hanno il minimo spessore vocale. Le ha fatto eco Alessandro Gassmann: "Mi associo a una lamentela diffusa, lo spettatore si irrita".

Molti spettatori si sono rassegnati ai sottotitoli, ma non sempre ci sono e alcuni non li gradiscono. Nelle case, scene imbarazzanti: coppie attempate, uno dei due non capisce cosa ha detto l'attore ma non osa chiedere, temendo che l'altro, o altra, lo guardi con commiserazione e un catalogo Amplifon in mano. E succede a entrambi, per cui si va avanti così. Ed è incomprensibile.
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Il prestigioso canale Focus - scienza, storia, natura - manda una serie che si chiama Dimensioni che contano. La qual cosa desta un minimo di preoccupazione. Ma il sottotitolo è Dagli atomi alle galassie e quindi è un titolo acchiappaclic, anche se in tv non ci sono i clic.