'Indovina chi viene a cena', storie di animali come un horror di Stephen King
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaAl netto della reale efficacia del risultato, l'eroismo (quasi) di un programma come Indovina chi viene a cena è quello di mettere le mani sulle tavole imbandite degli italiani. Che hanno notoriamente col cibo un rapporto di idolatria e dal punto di vista televisivo anche peggio - vedi gli ascolti sempre più clamorosi di cose come Linea verde, andando in giro per valli e borghi a mostrare ed esaltare tavole in tripudio d'affettati con il colesterolo che tracima giù dal televisore. Risultato assai lontano invece per l'inchiesta passata su Rai 3 giovedì sera: Sabrina Giannini, giunta alla puntata numero 50, con fare donchisciottesco, derivazione da Report ma suggestioni alle Iene, si è lanciata in una puntata quasi horror dedicata agli allevamenti intensivi di animali. E a certe magagne che nel pieno della ricostruzione e nelle incursioni ad alto rischio della Giannini medesima dentro le fabbriche dell'orrore di cui sopra - per esempio …
Al netto della reale efficacia del risultato, l'eroismo (quasi) di un programma come Indovina chi viene a cena è quello di mettere le mani sulle tavole imbandite degli italiani. Che hanno notoriamente col cibo un rapporto di idolatria e dal punto di vista televisivo anche peggio - vedi gli ascolti sempre più clamorosi di cose come Linea verde, andando in giro per valli e borghi a mostrare ed esaltare tavole in tripudio d'affettati con il colesterolo che tracima giù dal televisore. Risultato assai lontano invece per l'inchiesta passata su Rai 3 giovedì sera: Sabrina Giannini, giunta alla puntata numero 50, con fare donchisciottesco, derivazione da Report ma suggestioni alle Iene, si è lanciata in una puntata quasi horror dedicata agli allevamenti intensivi di animali. E a certe magagne che nel pieno della ricostruzione e nelle incursioni ad alto rischio della Giannini medesima dentro le fabbriche dell'orrore di cui sopra - per esempio un allevamento di cavalli in Argentina - procuravano al malcapitato spettatore la sensazione di essere dentro un incubo.
Materia anche complicatissima da spiegare, sperimentazioni di rinomate case farmaceutiche sui cavalli per ricavarne ormoni da trasportare - senza i narcos di mezzo, forse - anche da noi per iniettarli negli analoghi allevamenti intensivi, però di maiali, in modo da sballare del tutto i ritmi naturali delle nascite e trasformare più o meno una scrofa del reggiano nella cugina di primo grado di un cavallo delle Pampas. Giannini ha diviso a metà questo racconto degno di Stephen King con l'esaltazione di allevatori buoni, che si stanno ricredendo, pare in molti, anche perché a guadagnarci sono soprattutto i boss chimicamente scorretti di cui sopra. Alla fine se ne usciva un po' frastornati: e il grosso del pubblico se n'era già andato da tempo dandosi appuntamento a domani quando in tv compariranno i prosciuttoni di Linea verde e l'umore tenderà di nuovo al bello.
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"Siamo in collegamento con Iva Zanicchi che l'altro giorno è caduta dalle scale. Pronto? Niente, è caduta anche la telefonata". (Alberto Matano, La vita in diretta, Rai 1).