'Casa a prima vista', anche i sogni possono andare fuori budget
di Antonio DipollinaChi vuole intendere, in tenda, magari davanti all'università per protestare contro il caro affitti. Per chi invece sogna e basta c'è un nuovo programma appena arrivato su Real Time. È la versione italiana di un format internazionale e si chiama Casa a prima vista. La dizione è oscura, a meno che non si sia avvezzi al mercato immobiliare (vale più o meno la celebre "vista imprendibile" che, siccome non si può prendere, nessuno ha mai capito esattamente cosa sia). È una sfida tra agenti immobiliari, tre per l'esattezza, che devono accanirsi su un cliente in cerca dell'appartamento dei sogni.
Diciamo che se si parlasse di monolocali o se i clienti fossero appunto studenti con la paghetta in tasca, tutto acquisterebbe senso logico, ma perderebbe assai in chiave televisiva. Per cui si parte da Milano e si presenta una coppia, lui e lei, piuttosto brillanti. E lì dichiarano il budget a disposizione: un milion…
Chi vuole intendere, in tenda, magari davanti all'università per protestare contro il caro affitti. Per chi invece sogna e basta c'è un nuovo programma appena arrivato su Real Time. È la versione italiana di un format internazionale e si chiama Casa a prima vista. La dizione è oscura, a meno che non si sia avvezzi al mercato immobiliare (vale più o meno la celebre "vista imprendibile" che, siccome non si può prendere, nessuno ha mai capito esattamente cosa sia). È una sfida tra agenti immobiliari, tre per l'esattezza, che devono accanirsi su un cliente in cerca dell'appartamento dei sogni.
Diciamo che se si parlasse di monolocali o se i clienti fossero appunto studenti con la paghetta in tasca, tutto acquisterebbe senso logico, ma perderebbe assai in chiave televisiva. Per cui si parte da Milano e si presenta una coppia, lui e lei, piuttosto brillanti. E lì dichiarano il budget a disposizione: un milione e duecentomila euro. Diciamo che si sono viste trattative più difficili: ma essendo Milano ed essendo di questi tempi non è come dirlo. A turno i due vengono mandati da uno dei tre agenti che li porta in una casa in vendita (che dev'essere arredata, altrimenti sai la tristezza in tv di aggirarsi tra i muri).
A giustificazione di una certa fatica nel seguire quanto accade, va detto che ormai la fantasia in queste cose è del tutto occupata da quello spot dove i due della giovane coppia a turno svengono - perché la casa è bella, ma soprattutto perché realizzano quanto deve costare. Finisce che si profila il drammatico problema del quarto bagno: non c'è e la bocciatura è inesorabile. Morale, mentre nella realtà la questione case, affitti, abitazioni in genere diventa emergenza nazionale, nella tv realityzzata si gioca sempre a far sognare il pubblico parodiando la realtà di cui sopra.
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È andata così: un'ascoltatrice ha scritto a Sergio Mattarella suggerendo che quei due, Dose e Presta del radiofonico Ruggito del coniglio, la meriterebbero eccome un'onorificenza. Detto fatto, il presidente motu proprio conferisce il Cavalierato ai due, che ancora adesso temono sia stato uno scherzo. Mattarella, come sempre, uno di noi.