Caso Fazio, Giampiero Mughini: "La Rai perde un protagonista"
a cura della redazione Spettacoli"E adesso che Fabio Fazio e i suoi reparti scelti emigrano dalla Rai a un canale televisivo privato chi ci rimetterà di più, la Rai o Fazio?". È questa la domanda (retorica) che si pone Giampiero Mughini dopo l'addio da viale Mazzini del conduttore e di Luciana Littizzetto. E il giornalista sottolinea che la risposta è facilissima: "Fazio continuerà a fare una televisione ben strutturata, accorta nel suonare i vari tasti del pianoforte, attraente per un pubblico 'riflessivo'".
Garbo ed eleganza
"La Rai se lo sogna di fare alcunché di garbato ed elegante che sul canale 3 alle ore 20 radunava la bellezza di oltre due milioni di spettatori a botta", rimarca ancora il giornalista dalla colonne di Dagospia, aggiungendo la sua voce a quella di tanti altri compreso Fiorello e quasi facendo da contraltare al conduttore, che ieri durante Che tempo che fa aveva ricordato il lunghissimo periodo trascorso a…
"E adesso che Fabio Fazio e i suoi reparti scelti emigrano dalla Rai a un canale televisivo privato chi ci rimetterà di più, la Rai o Fazio?". È questa la domanda (retorica) che si pone Giampiero Mughini dopo l'addio da viale Mazzini del conduttore e di Luciana Littizzetto. E il giornalista sottolinea che la risposta è facilissima: "Fazio continuerà a fare una televisione ben strutturata, accorta nel suonare i vari tasti del pianoforte, attraente per un pubblico 'riflessivo'".
Garbo ed eleganza
"La Rai se lo sogna di fare alcunché di garbato ed elegante che sul canale 3 alle ore 20 radunava la bellezza di oltre due milioni di spettatori a botta", rimarca ancora il giornalista dalla colonne di Dagospia, aggiungendo la sua voce a quella di tanti altri compreso Fiorello e quasi facendo da contraltare al conduttore, che ieri durante Che tempo che fa aveva ricordato il lunghissimo periodo trascorso a Viale Mazzini: "Non posso che avere gratitudine verso la Rai e non potrei dire nulla contro questa azienda, perché è come se la dicessi a me stesso - aveva detto Fazio - Dei suoi 70 anni di vita, 40 la Rai li ha passati con me e io con lei".
Un protagonista
Dunque, "La Rai perde un protagonista" e, di contro, "Fabio continuerà invece a fare il mestiere cui si dedica anima e corpo da oltre trent’anni e che lui indossa con la stessa naturalezza con cui uno di noi indossa un abito che s’è scelto e ha voluto a tutti i costi".
L'attacco di Salvini
Ovviamente a Mughini non è sfuggito il "Belli ciao" di Matteo Salvini, parole che "siccome sono un uomo elegante", il giornalista sceglie di non commentare virando sul filosofico: "Nella vita tutto scorre e tutto passa. Figuriamoci in tv, dove del doman c’è solo la più assoluta incertezza".
Gli anni Novanta
Mughini ricorda i trascorsi comuni con Fazio: insieme "nei primissimi anni Novanta facevamo combutta in una purtroppo sbagliatissima trasmissione mattutina alla domenica di Rai 3, una trasmissione che il pubblico punì inesorabilmente. Inviso com’era ad Angelo Guglielmi, l’allora patron del canale 3 della Rai, Fabio venne cancellato dal palinsesto televisivo della Rai". Ma Fazio non si perse d'animo.
Gli anni con Guglielmi
"Ricominciò da zero su un canale privato. E ricordo di essere stato invitato a una puntata di quella sua trasmissione e che a farmi da tassista per andare in studio fu nientemeno che Pupi Avati, il quale assieme al fratello ne era il produttore". Poi, la svolta: "Più tardi Fabio traslocò, per volere di Marino Bartoletti, alla conduzione della fortunatissima trasmissione televisiva Quelli che il calcio dove fece anche lì benissimo e dove una volta che mi ci aveva invitato mi riferirono che Guglielmi (il quale non voleva bene neppure a me) rimproverò gli autori per avere invitato un tale 'cretino' quale il sottoscritto". Insomma, per il giornalista la morale è semplice: "Così è in televisione, tutto dipende dal fatto che sì o no stai simpatico a qualcuno che può. Nonché dal fatto che azzecchi il comparto di pubblico cui rivolgerti".
La nascita di Che tempo che fa
Arriviamo quindi alla 'creatura' di Fazio: "Fabio si inventò tutto di Che tempo che fa nel settembre 2003 per poi guidarla sapientemente al guinzaglio attraverso tutti e tre i canali Rai, sempre con un gran consenso di pubblico e beninteso di quel determinato pubblico che predilige l’offerta di qualcosa “di sinistra”. Ci trovate qualcosa di strano? Ma nemmeno per idea, se per mestiere fai la comunicazione ti devi pur scegliere una fisionomia e quella fisionomia devi far valere, con il permesso di Salvini - dice con la sua ironia graffiante - Di quella fisionomia Fabio ha fatto per vent’anni il suo cavallo di battaglia professionale, una televisione comunque di serie A e non è che ce ne siano tantissime".
Una tv di serie A
E, per dare un'idea di cosa intende Mughini per "televisione di serie A", cita la sua stessa esperienza: "Ne parlo come uno che in quella trasmissione è stato chiamato talvolta a parlare delle prime edizioni dei libri di un Dino Campana o di un Giuseppe Ungaretti, le faccende per me le più importanti di tutte, e ancora ne sono grato a Fabio. Detto questo tutto scorre e tutto passa e tutto cambia. A cominciare dai nostri capelli, ogni giorno più bianchi, e dalle nostre gambe, ogni giorno più deboli - e conclude - In bocca al lupo, Fabio".