'Cose nostre', il piacere dell’onestà
di Antonio DipollinaL’arcipelago Mafia con epicentro a Palermo negli ultimi decenni del Novecento è un tale concentrato di storie che la serie di Raiuno Cose Nostre è diventata col tempo una sorta di registro compilativo senza tregua. Emilia Brandi, che riparte per dieci nuove puntate da lunedì 12 su Rai 1 in seconda serata, prosegue nell’opera che asseconda quel tracciato ininterrotto e con mille diramazioni. Alcune quasi con una struttura per generi, come se si fosse in una produzione seriale: vedi la prima puntata di stasera nella quale torna in primo piano la figura di Giuseppe Insalaco. Sindaco di Palermo, per cento giorni, negli anni 80: l’insieme prende la forma del giallo con enigma compreso, anzi mistero profondo e non tanto per gli accadimenti in sé, quanto per la figura del personaggio, con scelte e passaggi clamorosi, tanto da aprire a suggestioni sbalorditive. Insalaco arriva a guidare Palermo e non ha una storia specchiata alle spalle, per la po…
L’arcipelago Mafia con epicentro a Palermo negli ultimi decenni del Novecento è un tale concentrato di storie che la serie di Raiuno Cose Nostre è diventata col tempo una sorta di registro compilativo senza tregua. Emilia Brandi, che riparte per dieci nuove puntate da lunedì 12 su Rai 1 in seconda serata, prosegue nell’opera che asseconda quel tracciato ininterrotto e con mille diramazioni. Alcune quasi con una struttura per generi, come se si fosse in una produzione seriale: vedi la prima puntata di stasera nella quale torna in primo piano la figura di Giuseppe Insalaco. Sindaco di Palermo, per cento giorni, negli anni 80: l’insieme prende la forma del giallo con enigma compreso, anzi mistero profondo e non tanto per gli accadimenti in sé, quanto per la figura del personaggio, con scelte e passaggi clamorosi, tanto da aprire a suggestioni sbalorditive. Insalaco arriva a guidare Palermo e non ha una storia specchiata alle spalle, per la politica e la criminalità del luogo è un periodo di transizione tra vecchio e nuovo.
E in periodi così succede tutto e il contrario di tutto: per esempio che il nuovo sindaco, contro ogni aspettativa, inizia ad agire promuovendo nuove regole su appalti e soldi. Mentre si consumano omicidi a raffica che ridefiniscono l’assetto del potere criminale, il sindaco sembra giocare dalla parte della legalità: finisce da subito sotto inchiesta per una vicenda controversa, arrivano le dimissioni e le inchieste e il carcere e in più, l’ipotesi che i Servizi c’entrino davvero parecchio. Il seguito vede Insalaco provvisto di archivio segreto, tenta il ritorno in pista e viene freddato una mattina a colpi di pistola. La suggestione di cui sopra la regala Leonardo Sciascia, che arriva a ipotizzare un parallelo con il personaggio pirandelliano de Il piacere dell’onestà, che scopre appunto il gusto delle regole e ne diventa ossessionato.
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Sabato sera, pochi minuti prima della finale di Champions League di calcio, una puntata speciale di Blob dedicata a una precedente finale con una squadra italiana. Roma-Liverpool. Fatta benissimo, peraltro. Ma magari la prossima volta meglio lasciare spazio a una monografica su Studio Uno.