Iva Zanicchi ricorda Berlusconi: "Raccontava barzellette meglio di me. Ma erano sempre le stesse"
di Silvia FumarolaIva Zanicchi lo ripete: "Guardi, io ho voluto veramente bene a Silvio. Gli sono riconoscente, non posso che parlarne bene".
Parliamone.
"Intanto era generosissimo, capiva le persone e vedeva lontano perché era un visionario. Ai tempi di Ok il prezzo è giusto, non avevo mai pensato di fare la conduttrice. E glielo dissi chiaro e tondo: 'Ma che c'entro? Io canto, ho sempre e solo cantanto'. Ma per lui ero quella giusta e non cambiò idea".
Che le disse?
"Mi convocò - era il 1986 - e mi spiegò perché secondo lui ero perfetta per la trasmissione: 'Hai una grande capacità di comunicare con la gente, provaci. Lo fai per un paio di mesi, poi se non va pazienza, è un'esperienza. Secondo me ti diverti'. Era bravo a convincere le persone. Un paio di mesi... Sono rimasta a fare il programma dodici anni. Aveva visto lungo".
In cosa era diverso dag…
Iva Zanicchi lo ripete: "Guardi, io ho voluto veramente bene a Silvio. Gli sono riconoscente, non posso che parlarne bene".
Parliamone.
"Intanto era generosissimo, capiva le persone e vedeva lontano perché era un visionario. Ai tempi di Ok il prezzo è giusto, non avevo mai pensato di fare la conduttrice. E glielo dissi chiaro e tondo: 'Ma che c'entro? Io canto, ho sempre e solo cantanto'. Ma per lui ero quella giusta e non cambiò idea".
Che le disse?
"Mi convocò - era il 1986 - e mi spiegò perché secondo lui ero perfetta per la trasmissione: 'Hai una grande capacità di comunicare con la gente, provaci. Lo fai per un paio di mesi, poi se non va pazienza, è un'esperienza. Secondo me ti diverti'. Era bravo a convincere le persone. Un paio di mesi... Sono rimasta a fare il programma dodici anni. Aveva visto lungo".
In cosa era diverso dagli altri?
"Era empatico, gli piaceva il contatto con la gente, era curioso. Sapevo tutto delle persone che lavoravano con lui. All'epoca feci anche altri programmi, che non hanno avuto successo come Ok il prezzo è giusto e anche serate musicali. Lui c'era sempre. Era così generoso, le racconto una cosa per farle capire".
Dica.
"Mentre facevo Ok il prezzo è giusto mi chiamò Carlo Conti: 'Ti voglio assolutamente a Domenica in'. Mi prese un colpo, io lavoravo per Mediaset, non era possibile. Andai a sentire, mi risposero di no. 'Se rompo il contratto' pensai 'qui mi mangiano la casa'. Così presi il coraggio e andai a Arcore".
Andò a chiedere aiuto direttamente a lui?
"Certo. Gli spiegai che mi voleva Conti, che ci tenevo tanto. 'Ma hai un contratto firmato, come si fa?'. Mi misi a piangere: 'Faccio Domenica in e poi torno da voi, ti prego. Fammi questo favore'. Alzò il telefono e chiamò i suoi: 'Iva ha il mio permesso, fa Domenica in e poi torna'".
Un bel gesto.
"Quando dico che era una persona speciale, generosissima, le sto dicendo la verità. L'ultima telefonata me l'ha fatta quando ho finito Ballando con le stelle. 'Non sapevo che fossi una grande ballerina, sei stata bravissima. Però le barzellette le racconto meglio io'. Ho scherzato: 'Attento che ora vado alla Scala'. È vero che raccontava le barzellette, ma le sue erano sempre le stesse, però. Poi fu veramente carino, salutandomi mi disse: 'Devi tornare a casa, e fare un grande spettacolo per noi'".
Lei ha fatto anche politica. Come la consigliò?
"Veramente ho fatto politica contro la sua sua volontà, mi disse solo: 'Hai l'amore della gente, perché vuoi farlo? Hai un gioco che ti ha dato la popolarità, l'affetto di tante persone, arriveranno le beghe, le cattiverie: sei proprio sicura? Ti candido ma ti arrangi da sola'. E io gli ho fatto vedere che la gente sapevo conquistarmela, sono andata per mercati, ovunque. Lui rimase colpito. E sono andata in Europa".
Un difetto ce l'avrà avuto anche lui, per forza. Uno.
"Io non voglio parlare del Berlusconi politico, avrà fatto anche degli errori, ma voglio parlare dell'uomo, dell'imprenditore che si ricordava di tutti. Un giorno negli studi ha incontrato una sarta e gli ha chiesto come stessero il marito e i figli, chiamandoli per nome. Ci rendiamo conto? Aveva un'umanità che non ho ritrovato in nessuno, e era simpatico, ti conquistava... Ha fatto tanta beneficenza, ha sostenuto un villaggio in Africa, non lo sa nessuno perché la beneficenza non si racconta".
Che idea si è fatta dell'uomo?
"Che voleva essere amato, e non puoi essere amato da tutti. Poi i difetti... Chi non ne ha? Ho sempre detto che si è attorniato di gente sbagliata, ma non faccio nomi, anche di donne, proprio perché voleva essere amato. Per non parlare del rapporto con Fini e con Bossi, sì, qualche sbaglio lo ha fatto ma sempre in buona fede".
Che si sente di dire al figlio Pier Silvio?
"Mi auguro di cuore che Pier Silvio, che ha dimostrato di essere capace, continui il percorso tracciato. Spero che con Marina, che conosco meno, e con i tre figli di Veronica siano uniti e non sgretolino tutto quello che il padre ha costruito. Perché qualsiasi cosa si possa pensare di Silvio Berlusconi, aveva una mente superiore: ha costruito Milano 2, un partito e un impero televisivo competitivo con la Rai. Spero che seguano il suo insegnamento".