La guerra televisiva a colpi di quiz
di Antonio DipollinaNel preserale di Rai 1 è tornato il gioco Reazione a catena ma non è come dirlo. Una volta era il simpatico riempitivo estivo, poi è andato via via crescendo e si è allungato all’autunno e adesso, a quanto pare, si andrà fino a Natale compreso. Ma anche qui non è una cosa a sé stante, visto che intanto ha chiuso, per ora, L’Eredità, Flavio Insinna ha salutato come se partisse per il fronte e in qualche modo la narrazione, pardon, è quella – il quiz, inopinatamente, viene indicato come uno dei pezzi pregiati del bottino televisivo dei nuovi vincitori in Rai, con Pino Insegno atteso in futuro e quell’aria di rivincita contro, come disse la premier, l’intollerabile sistema di potere cultural-quizzarolo del passato.
Il tutto in posti normali verrebbe accolto con ribaltamenti dalle risate, ma da noi non funziona così: e però il declassamento previsto dell’Eredità e il rinvio a lungo termine al momento smorzano parecchio gli entusiasmi, e le depressioni. Largo quindi a Marco Liorni e all’…
Nel preserale di Rai 1 è tornato il gioco Reazione a catena ma non è come dirlo. Una volta era il simpatico riempitivo estivo, poi è andato via via crescendo e si è allungato all’autunno e adesso, a quanto pare, si andrà fino a Natale compreso. Ma anche qui non è una cosa a sé stante, visto che intanto ha chiuso, per ora, L’Eredità, Flavio Insinna ha salutato come se partisse per il fronte e in qualche modo la narrazione, pardon, è quella – il quiz, inopinatamente, viene indicato come uno dei pezzi pregiati del bottino televisivo dei nuovi vincitori in Rai, con Pino Insegno atteso in futuro e quell’aria di rivincita contro, come disse la premier, l’intollerabile sistema di potere cultural-quizzarolo del passato.
Il tutto in posti normali verrebbe accolto con ribaltamenti dalle risate, ma da noi non funziona così: e però il declassamento previsto dell’Eredità e il rinvio a lungo termine al momento smorzano parecchio gli entusiasmi, e le depressioni. Largo quindi a Marco Liorni e all’ormai storico quiz con le parole, si va a ritmo altissimo e l’eventuale lato umano dei concorrenti te lo devi intuire da solo – vedi, nella squadra di tre componenti che ha vinto la prima puntata, quello con più esperienza, diciamo, che si mangia vivi i suoi due soci giovani e forse vorrebbe tanto prenderli a pizzicotti.
Siamo già all’edizione numero diciassette, c’è sempre il gioco della parola da suggerire e però la soluzione è scritta in basso sul televisore per cui se si vuole giocare da casa è meglio guardare da un’altra parte. Oppure viene fuori che bisogna indovinare “cugina” e allora i due concorrenti dicono: lo è Federica per Gaetano. E sono i parenti loro, quindi da casa ci si sente un po’ tagliati fuori. Tutto qui, e immaginare questi gradevoli passatempi televisivi, Reazione o Eredità, come punti non secondari delle guerre televisive in corso procura altro benefico buonumore.
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Al Tg1 delle 20 l’altra sera è passato un servizio che presentava il diciottesimo imperdibile tormentone dell’estate. Come diceva quello: autori di tormentoni andateci piano, perché voi siete in tanti a tormentare ma il singolo consumatore è da solo.