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Quei pirati che assaltarono la nave del pop

Multischermo \ In streaming su Netflix ‘Mixed by Erry’ di Sydney Sibilia
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Eppure sarebbe stata una gran bella serie tv e non è detto che non si faccia ancora in tempo. Su Netflix, a stretto giro, passando rapidamente dalle sale e vincendo un Nastro d’argento (essendo nastro, chissà se originale) è appena arrivato Mixed by Erry. Ovvero il film dello scatenato Sydney Sibilia – che ha appena annunciato di essere già al lavoro sugli 883 – prodotto da Matteo Rovere e ambientato a Napoli negli anni 80. Quelli del nord non ne sapevano nulla, quelli del centro appena appena, ma gli anni 80 per Napoli e per molto sud sono stati Maradona e audiocassette pirata. Ovvero marchiate appunto Mixed By Erry, scalcinato laboratorio in origine di duplicazione di musica di successo, cresciuto poi fino a diventare un fenomeno da miliardi di lire, fatturando, in nero, più delle case discografiche ufficiali e sostituendo in tutto e per tutto il decaduto business storico del contrabbando di sigarette.

Eppure sarebbe stata una gran bella serie tv e non è detto che non si faccia ancora in tempo. Su Netflix, a stretto giro, passando rapidamente dalle sale e vincendo un Nastro d’argento (essendo nastro, chissà se originale) è appena arrivato Mixed by Erry. Ovvero il film dello scatenato Sydney Sibilia – che ha appena annunciato di essere già al lavoro sugli 883 – prodotto da Matteo Rovere e ambientato a Napoli negli anni 80. Quelli del nord non ne sapevano nulla, quelli del centro appena appena, ma gli anni 80 per Napoli e per molto sud sono stati Maradona e audiocassette pirata. Ovvero marchiate appunto Mixed By Erry, scalcinato laboratorio in origine di duplicazione di musica di successo, cresciuto poi fino a diventare un fenomeno da miliardi di lire, fatturando, in nero, più delle case discografiche ufficiali e sostituendo in tutto e per tutto il decaduto business storico del contrabbando di sigarette.

La storia – che si intuisce essere stata assai più noir nella realtà – viene restituita nel film come una favola di emarginazione, riscatto e scalata al cielo: interrotta solo quando, come in Fantozzi, la Polizia, anzi la GdF, si arrabbiò davvero. Anche perché il mercato ufficiale della musica aveva deciso di non tollerare più e lanciò appelli alla politica di altissimo rango. Il film è delizioso e qui e là imperfetto: ma lo è proprio nei punti nei quali una trattazione a più ampio respiro, appunto come in una serie tv, avrebbe giovato eccome a tutto quanto – per non parlare dell’innesco-revival di un sacco di canzoni anni 80 che tornerebbero in testa in tutte le piattaforme. Ma soprattutto c’è una Napoli pressoché pop e lontana da convenzioni di racconto che sembrano obbligate, trattando di realtà, sempre con il mare dentro e fuori o la criminalità in primo piano. Mentre qui è, con disincanto, il corollario inevitabile per una storia così.

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Nel film Luigi D’Oriano, che interpreta Erry, ovvero Enrico Frattasio, ha le esatte cadenze di Massimo Troisi. Altri passaggi sono invece puro Luciano De Crescenzo. Suona il citofono: “Chi è?”. “La Guardia di Finanza”. “Mi spiace, non ci serve niente”.

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