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Quanta invidia per la bellezza di Linea Verde

Multischermo \ Il viaggio domenicale di Rai1 alla scoperta delle meraviglie culturali (e gastronomiche) dell’Italia
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Un collega ormai attempato racconta spesso di quell’unica volta che gli venne assegnato un servizio turistico-promozionale all’estero con un gruppo di altri giornalisti. Fu un’esperienza bellissima – sorvoliamo sui dettagli – al ritorno, oltrepassata la linea aeroportuale si abbracciarono ma uno di loro salutò tutti e tornò indietro per un nuovo check-in in quanto era l’unico inviato di una rivista che si occupava di viaggi e turismo. Lì, il collega capì di aver sbagliato tutto nella vita, ma questo non c’entra. Qualcosa del genere probabilmente succede ai conduttori tv di medio rango quando guardano la domenica Linea Verde, a mezzogiorno e venti su Rai1: peraltro arriva sempre dopo l’Angelus del Papa, che è un discreto traino, sia morale che materiale. Ieri è partita la versione estiva e gli invidiati inviati sono ancora Angela Rafanelli e Peppone.

Quest’ultimo in realtà si chiama Giuseppe Calabrese, il fisico del ruolo gli vale il nickname allargato: a occhio è l’unico conduttore c…

Un collega ormai attempato racconta spesso di quell’unica volta che gli venne assegnato un servizio turistico-promozionale all’estero con un gruppo di altri giornalisti. Fu un’esperienza bellissima – sorvoliamo sui dettagli – al ritorno, oltrepassata la linea aeroportuale si abbracciarono ma uno di loro salutò tutti e tornò indietro per un nuovo check-in in quanto era l’unico inviato di una rivista che si occupava di viaggi e turismo. Lì, il collega capì di aver sbagliato tutto nella vita, ma questo non c’entra. Qualcosa del genere probabilmente succede ai conduttori tv di medio rango quando guardano la domenica Linea Verde, a mezzogiorno e venti su Rai1: peraltro arriva sempre dopo l’Angelus del Papa, che è un discreto traino, sia morale che materiale. Ieri è partita la versione estiva e gli invidiati inviati sono ancora Angela Rafanelli e Peppone.

Quest’ultimo in realtà si chiama Giuseppe Calabrese, il fisico del ruolo gli vale il nickname allargato: a occhio è l’unico conduttore con licenza di esibire un sovrappeso che gli consente anche gag e ironia. Ovvero perfetto per scorrere tra valli e spiagge come un italiano medio e senza sfigurare accanto alle tavolate delle Pro Loco che grondano formaggi, insaccati e trigliceridi. Quanto ad Angela Rafanelli, non appena finiscono gli impegni con la tv di viaggi e bellezze si dedica a trasmissioni sul sesso e quindi vuole stravincere. Linea Verde fa ascolti mostruosi, mantiene le promesse e tutt’intorno c’è l’Italia, come dire, open to meraviglie assortite. Un certo taglio di buone cose antiche e di lentezza e ragione (i giovani che restano fedeli a campagna e natura e relativa piccola imprenditoria) fa del bene al programma. E chiama a raccolta tutto il pubblico che di fronte a una discesa nelle grotte, o a una suggestiva scalinata, non si terrorizza perché magari lì non prende il telefonino.

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Sabato pomeriggio decine di onesti lavoratori dell’informazione televisiva richiamati di corsa per mettere in piedi speciali e dirette dalla Russia. Quando erano pronti, in Russia è finito tutto di colpo. Prigozhin si è fatto degli altri nemici, e questi sono cattivi davvero. 

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