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Rai d’estate, si salva solo ‘Il gattopardo’

Multischermo / Il film di Luchino Visconti è andato in onda la sera di Ferragosto su Rai 1
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Bisogna resistere ancora qualche giorno e poi anche per il capitolo tv d’estate si potrà applicare la formula magica lanciata dal compianto Riccardo Garrone per le vacanze di Natale. La tv d’estate, Rai in particolare, è quel concentrato indefinibile che non ha mai accontentato nessuno. Anche quest’anno non si è usciti dal dilemma: le repliche a valanga sono una sorta di furto con scasso ai danni del telespettatore che paga il canone oppure un espediente quasi doveroso visto che la platea tv si riduce a livelli di sussistenza? Soprattutto nel calderone social il tema è stato rilanciato per l’ennesima volta (mantra preferito: allora bisognerebbe non pagare il canone a luglio e agosto). Va detto che, anche qui con riferimento soprattutto alla Rai, stavolta la sensazione di risulta è stata più forte del solito: le fiction recenti sono state ripassate tutte, col badile.

Quando non erano quelle, allora si palesava il mostro estivo: ovvero il film-tv da una sera, di produzione tedesca o fr…

Bisogna resistere ancora qualche giorno e poi anche per il capitolo tv d’estate si potrà applicare la formula magica lanciata dal compianto Riccardo Garrone per le vacanze di Natale. La tv d’estate, Rai in particolare, è quel concentrato indefinibile che non ha mai accontentato nessuno. Anche quest’anno non si è usciti dal dilemma: le repliche a valanga sono una sorta di furto con scasso ai danni del telespettatore che paga il canone oppure un espediente quasi doveroso visto che la platea tv si riduce a livelli di sussistenza? Soprattutto nel calderone social il tema è stato rilanciato per l’ennesima volta (mantra preferito: allora bisognerebbe non pagare il canone a luglio e agosto). Va detto che, anche qui con riferimento soprattutto alla Rai, stavolta la sensazione di risulta è stata più forte del solito: le fiction recenti sono state ripassate tutte, col badile.

Quando non erano quelle, allora si palesava il mostro estivo: ovvero il film-tv da una sera, di produzione tedesca o francese. Nessuno conosce l’origine di questi prodotti — quasi sempre terrificanti: si dice che in Francia e Germania esistano divisioni apposite di attori particolarmente cani e di sceneggiatori senza fantasia alcuna. Quando bisogna decidere cosa farne, li si sposta alla realizzazione di film-tv da mandare d’estate in Italia. Finché un giorno, proprio la sera di Ferragosto, succede il miracolo: a qualcuno viene in mente di mandare in prima serata su Rai 1 Il gattopardo. E tutto è sembrato di colpo bellissimo, l’estate, il Ferragosto, perfino la tv. Con grandi ascolti. Magari anche con molti spettatori rassicurati dalla presenza nel cast di Terence Hill (il Conte Cavriaghi). Visconti ha permesso, sessant’anni dopo, l’unico exploit della tv estiva. Il gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla. In attesa che l’estate finisca e arrivino quelli della nuova Rai, convinti di cambiare tutto per cambiare tutto, che teneri.

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“Se uno ha qualsiasi cosa da fare, non guarda la televisione. La televisione rappresenta quindi naturalmente un’ultima scelta della propria vita” (Giorgio Gaber, ai bei tempi, in una puntata monografica di Blob sabato scorso).

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