Ezio Bosso, estro e lampi di un genio
di Antonio DipollinaCi sono Repliche con la maiuscola ma bisogna essere molto attenti in quanto possono facilmente sfuggire, piazzate in giorni e orari astrusi, tipo la domenica mattina su Rai 3, e pure sul presto. È appena successo con Ezio Bosso. Le cose che restano, documentario stracolmo di tutta la gamma possibile di emozioni, saltando da passaggi di puro divertimento alla commozione sempre in agguato, dallo stupore alla malinconia accanita che rimane a fine visione. Bosso, musicista dagli estri imprevedibili e innati, rimasto impigliato nella feroce malattia neurodegenerativa che ha trasformato il resto della sua esistenza in un’avventura con tutte le emozioni di cui sopra.
Giorgio Verdelli nell’occasione ha superato se stesso, applicando e adattando il suo metodo di narratore di personaggi fondanti della musica, e non solo, dei nostri anni: la sua è una sorta di devozione sagace nei confronti dei personaggi che via via ha raccontato in questi speciali. Con Bosso,è stato come misurarsi, anche…
Ci sono Repliche con la maiuscola ma bisogna essere molto attenti in quanto possono facilmente sfuggire, piazzate in giorni e orari astrusi, tipo la domenica mattina su Rai 3, e pure sul presto. È appena successo con Ezio Bosso. Le cose che restano, documentario stracolmo di tutta la gamma possibile di emozioni, saltando da passaggi di puro divertimento alla commozione sempre in agguato, dallo stupore alla malinconia accanita che rimane a fine visione. Bosso, musicista dagli estri imprevedibili e innati, rimasto impigliato nella feroce malattia neurodegenerativa che ha trasformato il resto della sua esistenza in un’avventura con tutte le emozioni di cui sopra.
Giorgio Verdelli nell’occasione ha superato se stesso, applicando e adattando il suo metodo di narratore di personaggi fondanti della musica, e non solo, dei nostri anni: la sua è una sorta di devozione sagace nei confronti dei personaggi che via via ha raccontato in questi speciali. Con Bosso,è stato come misurarsi, anche qui, con un’avventura da cogliere con lo spirito giusto. Dopo aver conosciuto da noi larghissima fama (imperdibile il racconto dell’approdo a Sanremo, quando incantò spettatori a milioni e segnò quell’edizione, 2016, e forse l’intera storia del Festival) non fu facile restare in quell’ambito sorprendente e sulfureo che ne segnava vita e carriera. Ma Bosso ci riuscì, con l’aiuto di compagni di viaggio che aiutano nel doc a raccontare tutto quanto — come sempre, Silvio Orlando offre una performance superiore all’interno del lavoro, emotivamente fortissima. E il costante richiamo allo spirito di spavalda anarchia, quasi un tirassegno costante al destino feroce che si imponeva sempre più, riempie di senso l’intera vicenda, come raramente accade.
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C’è curiosità per la nuova avventura targata Mediaset di Bianca Berlinguer: ma si sta anche arrivando al punto. Per carità, fondamentale il racconto della politica etc etc, ma tutti sono lì ad aspettare il debutto della coppia fissa Mauro Corona-Alessandro Orsini, per l’apoteosi del freak-show che è alla base dell’intera operazione.