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Juvecaserta, quando il sud era una favola

Multischermo / Su Rai 2 la docuserie ‘Scugnizzi per sempre’, dedicata alla squadra di basket che ottenne grandi successi negli anni 80
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Al luogo comune non si scappa mai ma quando rievoca una bella storia, ci sta: per cui all’epoca, era il 1982, ai bordi di Caserta sorse in cento giorni un palasport nuovo di zecca e i giornali titolarono “Caserta ha una nuova Reggia”: e da lì in avanti l’avventura poteva iniziare davvero. La docuserie si chiama Scugnizzi per sempre, la sta mandando Rai 2 in queste prime serate di sport (quelle in cui arriva a un certo punto implacabile il Tg2 e uccide qualunque sogno sportivo, Tamberi compreso). Una storia — stasera le ultime due puntate — che travolge di nostalgia gli appassionati.

Nel sud che si arrabattava per reggere il passo in quegli anni 80, con apoteosi nei primi anni 90, lo scudetto contro Milano etc., correva veloce la favola della Juvecaserta del basket. Un’oasi, un concentrato di vicende umane, tecniche, imprenditoriali degno appunto di un racconto a sé stante, rievocando il sogno realizzato e circoscritto da due canestri. Un imprenditore che si chiamava Maggiò, campioni …

Al luogo comune non si scappa mai ma quando rievoca una bella storia, ci sta: per cui all’epoca, era il 1982, ai bordi di Caserta sorse in cento giorni un palasport nuovo di zecca e i giornali titolarono “Caserta ha una nuova Reggia”: e da lì in avanti l’avventura poteva iniziare davvero. La docuserie si chiama Scugnizzi per sempre, la sta mandando Rai 2 in queste prime serate di sport (quelle in cui arriva a un certo punto implacabile il Tg2 e uccide qualunque sogno sportivo, Tamberi compreso). Una storia — stasera le ultime due puntate — che travolge di nostalgia gli appassionati.

Nel sud che si arrabattava per reggere il passo in quegli anni 80, con apoteosi nei primi anni 90, lo scudetto contro Milano etc., correva veloce la favola della Juvecaserta del basket. Un’oasi, un concentrato di vicende umane, tecniche, imprenditoriali degno appunto di un racconto a sé stante, rievocando il sogno realizzato e circoscritto da due canestri. Un imprenditore che si chiamava Maggiò, campioni locali sbucati come da un pozzo dei desideri — Nando Gentile, Vincenzo Esposito — assi stranieri come il brasiliano Oscar Schmidt che arrivavano a meraviglia mostrare e tutto andò come se l’avesse scritto qualcuno bravo davvero. Come per esempio Francesco Piccolo, che era parte in causa casertana per vie di famiglia e iniziava a scrivere proprio di basket, bei tempi: e nella docuserie va di contrappunti precisi mentre intanto i protagonisti di allora rievocano lanciandosi nell’aneddotica che da quelle parti ha sempre qualcosa in più, che diverte ed emoziona. Scugnizzi per sempre, prodotto da Tramp Ltd con Rai Documentari, scritto da Gianni Costantino, Sante Roperto e Vincenzo Cascone, è una storia che va ovviamente oltre lo sport: ma che è soprattutto di sport, con tutto il bello che, spesso con stupore, lo sport medesimo riesce ancora a portarsi appresso, a viva forza.

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“Siete fastidiosi, cacofonici, inascoltabili a casa”. (In una delle ultime puntate di Controcorrente su Rete4 Veronica Gentili sgrida i suoi ospiti in quanto litigano vociando tutti insieme. Ma valeva anche per quando parlavano uno alla volta).

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