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C’era una volta l’infotainment stile Costanzo

1976 TRASMISSIONE TELEVISIVA BONTA' LORO NELLA FOTO MAURIZIO COSTANZO INTERVISTA GIULIO ANDREOTTI 
Multischermo/ Su Rai 1 lo speciale ‘L’altro Costanzo’ per gli 85 anni del conduttore
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Lunedì scorso Maurizio Costanzo avrebbe compiuto 85 anni, Canale 5 gli ha reso un omaggio in prima serata replicando uno speciale pieno di cose. Ma l’evento, diciamo così, era quello del fronte contrapposto: ovvero Rai 1 che in seconda serata ha mandato, con buoni riscontri, lo speciale L’altro Costanzo.

Altro significa quello di prima, quello Rai è stato architettato da Pierluigi Diaco, allievo e sostenitore della memoria relativa al personaggio. Siccome non era semplice, meglio allestire una sorta di Techetechetè di tarda sera: rare immagini iniziali del Costanzo-off, personale e già deciso a tutto, il resto è stato un puzzle rievocativo di programmi che si chiamavano Bontà Loro, Acquario, Grand’Italia. A quel punto non potevano mancare le sequenze più famose, con il passaggio progressivo dal bianco e nero al colore: i Bontà Loro da dieci milioni di spettatori in seconda serata, e poi gli altri estratti dai programmi successivi, Cicciolina e il pretore Salmeri, che la pensava come …

Lunedì scorso Maurizio Costanzo avrebbe compiuto 85 anni, Canale 5 gli ha reso un omaggio in prima serata replicando uno speciale pieno di cose. Ma l’evento, diciamo così, era quello del fronte contrapposto: ovvero Rai 1 che in seconda serata ha mandato, con buoni riscontri, lo speciale L’altro Costanzo.

Altro significa quello di prima, quello Rai è stato architettato da Pierluigi Diaco, allievo e sostenitore della memoria relativa al personaggio. Siccome non era semplice, meglio allestire una sorta di Techetechetè di tarda sera: rare immagini iniziali del Costanzo-off, personale e già deciso a tutto, il resto è stato un puzzle rievocativo di programmi che si chiamavano Bontà Loro, Acquario, Grand’Italia. A quel punto non potevano mancare le sequenze più famose, con il passaggio progressivo dal bianco e nero al colore: i Bontà Loro da dieci milioni di spettatori in seconda serata, e poi gli altri estratti dai programmi successivi, Cicciolina e il pretore Salmeri, che la pensava come il generale Vannacci, Andreotti a conquistarsi simpatie coi racconti privati, Rino Gaetano che canta Nuntereggae più al cospetto di Susanna Agnelli (citata nella canzone, ma anche Costanzo lo era) e così via.

L’omaggio di Diaco, improntato a pura devozione, era da seguire spiando il metodo Costanzo: il cui marchio vero nei decenni divenne sì lo Show dal Parioli, ma che in quell’era precedente, quando la tv era una soltanto e ci si giocava tutto, aveva ben fisso nello sguardo e nei modi quel passo, l’infotainment da affermare nella tv, l’esigenza suprema di far funzionare i meccanismi dello spettacolo prima di ogni altra cosa. E il gusto superiore poi, una volta che la macchina era in moto, di riuscire a divertirsi parecchio, da protagonista non certo secondario.

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Uno spezzone a Bontà Loro. C’è Aldo Fabrizi ospite, in stato di grazia. Per sottolineare l’avanzare dell’età e il cambiamento, assai rotondo, dello stile di vita, dice: “Ormai consumo più ciavatte che scarpe”. Costanzo gli sta appresso, come in un piccolo miracolo in onda. Per dieci milioni di spettatori, mezzo secolo fa.

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