‘Materia viva’, ovvero cosa fare della tecnologia che avanza
Antonio DipollinaCosa sono i Raae? Secondo le statistiche la sigla è sconosciuta a un numero di italiani tra la metà e i due terzi. Ma tutti hanno dei Raae in casa, a meno che non siano inveterati propugnatori dell’analogico e apprendano le notizie, per esempio, da una radio a galena. Oppure non siano invece tra quelli che conoscono perfettamente la questione e non appena gli si profila un Raae in casa se ne sbarazzano, magari anche nel modo giusto. Sono i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tutto quello che è connesso al dilagare di aggeggi elettronici nelle case, fili, caricatori, adattatori ormai inservibili, più gli apparecchi medesimi abbandonati in un cassetto perché sostituiti da un nuovo modello e così via. In teoria esistono ovunque i centri di raccolta appositi, ma non è come dirlo. Materia Viva è il titolo di un docufilm passato giovedì su Rai3: scritto da Andrea Frassoni e Marco Falorni, anche registi con Stefania Vialetto, la curiosità è nell’approccio pop al racconto. …
Cosa sono i Raae? Secondo le statistiche la sigla è sconosciuta a un numero di italiani tra la metà e i due terzi. Ma tutti hanno dei Raae in casa, a meno che non siano inveterati propugnatori dell’analogico e apprendano le notizie, per esempio, da una radio a galena. Oppure non siano invece tra quelli che conoscono perfettamente la questione e non appena gli si profila un Raae in casa se ne sbarazzano, magari anche nel modo giusto. Sono i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tutto quello che è connesso al dilagare di aggeggi elettronici nelle case, fili, caricatori, adattatori ormai inservibili, più gli apparecchi medesimi abbandonati in un cassetto perché sostituiti da un nuovo modello e così via. In teoria esistono ovunque i centri di raccolta appositi, ma non è come dirlo. Materia Viva è il titolo di un docufilm passato giovedì su Rai3: scritto da Andrea Frassoni e Marco Falorni, anche registi con Stefania Vialetto, la curiosità è nell’approccio pop al racconto.
Ovvero tirando dentro l’operazione gente famosa e sensibile, da Carlo Conti ad Alessandro Del Piero, da Federica Pellegrini a Francesco Arca, da Francesca Fialdini a Irene Grandi ad artisti per un pubblico più giovane, vedi il rapper Tormento (se si chiama così ci sarà un motivo) che fa ascoltare, tramite un’apparecchiatura speciale, la musica che viene prodotta a nostra totale insaputa dal ficus di casa. Ci sono anche star internazionali come Susan Sarandon e Shailene Woodley, tutti portano un contributo di racconto o di riflessione a tema. Il docufilm è a disposizione di tutte le scuole che ne faranno richiesta, l’efficacia è da valutare ma il senso c’è e, in tema di pianeta da salvare, siamo in zona “proviamo anche con i vip, non si sa mai”. In apertura e chiusura, un esperto illustra in un intervento televisivo la necessità di saper gestire al meglio la preziosa tecnologia avanzante. Si chiama Piero Angela ed è un filmato di trent’anni fa almeno.
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Il talk di Bianca Berlinguer traslocata a Rete4 si chiamerà È sempre Carta Bianca. Casomai qualcuno si fosse illuso che potesse essere un’altra cosa.