‘Presa diretta’, l’informazione in prima linea
di Antonio DipollinaSi tratta di mantenere il più possibile le posizioni, riferito a chi si appassiona nel valutare i destini del Paese attraverso la presenza in video di questo o quel talk-show o programma di inchieste. Per esempio c’è ancora, e combatte assai, Presa Diretta di Rai3, partito lunedì con la nuova stagione. Presto arriverà anche Report a cercare di colmare la voragine che si è aperta nella domenica sera del post-Fazio e per quanto riguarda il resto chissà, si vedrà.
Riccardo Iacona è ripartito con una puntata che sembrava lineare ma era intricata assai: tema, l’alluvione in Emilia-Romagna e le conseguenze, e soprattutto le cause. Oltre allo stato dell’arte del dopo-disastro: con il governatore Bonaccini in collegamento live a scaldarsi spesso rispondendo a interventi registr…
Si tratta di mantenere il più possibile le posizioni, riferito a chi si appassiona nel valutare i destini del Paese attraverso la presenza in video di questo o quel talk-show o programma di inchieste. Per esempio c’è ancora, e combatte assai, Presa Diretta di Rai3, partito lunedì con la nuova stagione. Presto arriverà anche Report a cercare di colmare la voragine che si è aperta nella domenica sera del post-Fazio e per quanto riguarda il resto chissà, si vedrà.
Riccardo Iacona è ripartito con una puntata che sembrava lineare ma era intricata assai: tema, l’alluvione in Emilia-Romagna e le conseguenze, e soprattutto le cause. Oltre allo stato dell’arte del dopo-disastro: con il governatore Bonaccini in collegamento live a scaldarsi spesso rispondendo a interventi registrati di esponenti della maggioranza. Soldi stanziati che sono invece partite di giro con il danaro che non si muove mai e così via: in casi come questi le voci di chi è sul campo davvero, vedi il sindaco di Ravenna, sono quelle più utili. Ma alla fine si arrivava al punto, ovvero l’emergenza clima con annessi e connessi: lì, in finale di puntata, è iniziata la sarabanda.
E accanto ai negazionismi infantili e ridanciani – Salvini in prima fila – ci sono stati momenti che hanno illustrato bene la difficoltà feroce non solo nel cercare soluzioni ma nel chiarire cosa sta succedendo davvero. Alla fine è sbucato un esponente di Fdi quanto meno dotato di prudenza e privo di spunti bambineschi. E ha detto che se si andasse davvero alle cause verrebbe fuori un guaio geopolitico. Quale? Chissà. Nemmeno lui, enumerando cifre sull’Europa innocente, ha avuto l’ardire di spiegare che bisognerebbe dichiarare guerra a Cina, India e compagnia Brics. E tutto è rimasto nel vago: continuando sì a raccontare le catastrofi, in Africa soprattutto, ma lasciando una sensazione di totale impotenza, con fatalismo dietro l’angolo
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Al Tg1 servizio sulla tabaccaia uccisa da un rapinatore a Foggia. Il servizio consisteva nel raccontare di un bambino del luogo che ha sentito la notizia in tv e ha chiamato la locale caserma annunciando che da grande vuole fare il carabiniere.