Willy Monteiro, un racconto tv in equilibrio sulla tragedia
di Antonio DipollinaTre anni fa proprio in questi giorni a Colleferro, tra Roma e Frosinone, si consumava uno dei delitti più atroci e insensati di sempre. La cronaca quotidiana ci offre sempre nuovi spunti in quella casistica, ma il pestaggio brutale e assassino del ventunenne Willy Monteiro, origini capoverdiane e al tempo stesso il più ben voluto nella zona, continua a mantenere un grado di intollerabilità superiore. Tanto da aver indotto uno scrittore fuori-categoria come Aurelio Picca a ripercorrere quasi con ossessione quella storia. Il risultato è nella scrittura e regia, con Massimo Razzi, di Preghiera per Willy Monteiro, documentario proposto da Rai 3 venerdì in seconda serata.
Chi c’era, alla proiezione in anteprima, sere fa, per gli abitanti della zona e per chi lo aveva conosciuto, racconta di una commozione superiore, rinnovata per l’anniversario e accompagnata da molte altre iniziative per le quali non servono sollecitazioni particolari: ma nascono spontanee, da tre anni, segno di un a…
Tre anni fa proprio in questi giorni a Colleferro, tra Roma e Frosinone, si consumava uno dei delitti più atroci e insensati di sempre. La cronaca quotidiana ci offre sempre nuovi spunti in quella casistica, ma il pestaggio brutale e assassino del ventunenne Willy Monteiro, origini capoverdiane e al tempo stesso il più ben voluto nella zona, continua a mantenere un grado di intollerabilità superiore. Tanto da aver indotto uno scrittore fuori-categoria come Aurelio Picca a ripercorrere quasi con ossessione quella storia. Il risultato è nella scrittura e regia, con Massimo Razzi, di Preghiera per Willy Monteiro, documentario proposto da Rai 3 venerdì in seconda serata.
Chi c’era, alla proiezione in anteprima, sere fa, per gli abitanti della zona e per chi lo aveva conosciuto, racconta di una commozione superiore, rinnovata per l’anniversario e accompagnata da molte altre iniziative per le quali non servono sollecitazioni particolari: ma nascono spontanee, da tre anni, segno di un accadimento che nessuno potrà mai dimenticare. La vicenda processuale si è conclusa lo scorso anno con robuste condanne, il tutto viene rievocato nello speciale con lo stile di Un giorno in Pretura – c'è un passaggio nel quale uno degli imputati rivendica la propria abilità nelle arti marziali sostenendo che uno bravo davvero a picchiare avrebbe causato lesioni al viso e un giudice lo gela: “Guardi che il ragazzo è morto”. Il doc ha la sua peculiarità negli interventi di Picca in prima persona, che con ogni evidenza cerca di portare il proprio estro sulfureo nella forma di questo tipo di racconto, che è pura cronaca nera. In sé, è l’operazione più difficile del mondo e l’equilibrio da trovare è quasi impossibile: ma è anche vero che certi spunti socio-letterari o notazioni non comuni su uomini e luoghi rendono meno scontata la trattazione di tutto quanto.
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Finora per gli ascoltatori mattutini di RadioRai era un bel dilemma scegliere tra il Forrest di Radio 1 e Il Ruggito del Coniglio di Radio 2. Da domani il primo verrà rimpiazzato da Marcello Foa e quindi la scelta ora sarà facilissima e naturale.