Spettacoli

Sigonella, Lauro e la lunga notte della Repubblica

Sigonella, Lauro e la lunga notte della Repubblica

Multischermo / Il doc su Rai 3

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Presentato come un racconto thriller in piena regola, forse perfetto per una serie tv vera e propria, alla fine una ricostruzione che trova forza nell’epoca raccontata, fatta di Prima Repubblica, di rapporti internazionali diciamo controversi, di peculiarità italiane e big della politica, di quelli che oggi fanno dire a parecchi: non li rimpiango certo, ma in confronto a oggi...

Meritava forse una struttura di serata diversa questo 1985-Allarme nel Mediterraneo, uno speciale passato su Rai 3 venerdì in prima serata – e forse la collocazione di questi doc, preceduti sempre da una introduzione curata da Antonio Di Bella, andrebbe un minimo ripensata.

La vicenda risale a quando Achille Lauro non faceva pensare al glamour, semmai a giochi di potere a Napoli e infine soprattutto alla nave da crociera italiana sequestrata da un commando palestinese nell’ottobre del 1985. Tutto fuorché una vicenda di sola emergenza terroristica: bensì un intrigo internazionale che culmina nelle ore caldissime nella base di Sigonella, in un volo ad alto rischio verso Ciampino con a bordo Abu Abbas, ideatore del sequestro: guerre stellari diplomatiche, Servizi e fuochi attizzati tra Usa e Italia, con Reagan furibondo e Craxi, capo del Governo, che telefonava dalle cabine pubbliche per timore di intercettazioni.

Chi c’era ricorda come tutto fosse ampiamente condizionato, nell’opinione pubblica, dalla tensione politica interna. A un tg sbuca Andreotti e alla domanda sulla crisi con gli Usa replica: «Veramente i guai li abbiamo tra di noi, in Italia». Difficile farla passare alla storia come una vicenda epica, ma c’è chi ne è convinto e in ogni caso, seguendo la ricostruzione del doc realizzato da Giovanni Filippetto, la caratura di tutto quanto appare appunto siderale, e strapiena di misteri, rispetto ai tempi attuali.

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Muore il pittore Botero e tutti gli organi di comunicazione si ritrovano con un serio problema. Occhio a come si parla, riferendosi alle dimensioni fisiche dei personaggi delle sue opere. La linea la fornisce subito l’autorevole Ansa: “Voluminose figure umane”. Altrove si rilancia: “Le rotondità felici delle sue opere”. 

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