Maurizio Crozza, il comico scomparso nei suoi personaggi
di Antonio DipollinaMaurizio Crozza continua, come è stato notato, nella sua politica dell’assenza, nel senso che l’intera sua immagine è quella proiettata sugli schermi il venerdì sera, e nei promo-web che anticipano i nuovi personaggi. Da anni, forse decenni non dà interviste, non compare, non interviene su niente, non va ospite in programmi prestigiosi, in prima persona non bazzica web né, soprattutto, i social.
Ne ha facoltà, in diversi momenti della stagione televisiva si ripresenta in carne e ossa nel piccolo teatro milanese dove va in diretta con Fratelli di Crozza e poi si dilegua. Unico, appunto, nel panorama, può permetterselo e beato lui: stessa identica trafila per questo ritorno, sul Nove, di Fratelli di Crozza: come a ogni stagione, inizio faticoso ma dalla sua parte aveva la possibilità del best of di tutta la sarabanda politica sviluppata in estate, con personaggi nuovi – la coppia ideale costituita da Vannacci&Giambruno è una benedizione dal cielo, per i comici.
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Maurizio Crozza continua, come è stato notato, nella sua politica dell’assenza, nel senso che l’intera sua immagine è quella proiettata sugli schermi il venerdì sera, e nei promo-web che anticipano i nuovi personaggi. Da anni, forse decenni non dà interviste, non compare, non interviene su niente, non va ospite in programmi prestigiosi, in prima persona non bazzica web né, soprattutto, i social.
Ne ha facoltà, in diversi momenti della stagione televisiva si ripresenta in carne e ossa nel piccolo teatro milanese dove va in diretta con Fratelli di Crozza e poi si dilegua. Unico, appunto, nel panorama, può permetterselo e beato lui: stessa identica trafila per questo ritorno, sul Nove, di Fratelli di Crozza: come a ogni stagione, inizio faticoso ma dalla sua parte aveva la possibilità del best of di tutta la sarabanda politica sviluppata in estate, con personaggi nuovi – la coppia ideale costituita da Vannacci&Giambruno è una benedizione dal cielo, per i comici.
La stessa incrollabile fede è nella struttura del programma, sempre più un’imitazione dietro l’altra e badando parecchio a mantenere fissi i pezzi forti – il governatore De Luca su tutti. Pazienza per la perdurante assenza di colpi dispari, non strettamente legati alla politica, vedi il fanatico del web per non dire del cuoco pazzo di una volta, materiale che alleggeriva la pesantezza dei tempi e faceva ridere un sacco, obiettivo che in teoria sarebbe primario. Del resto la nebulosa a sinistra, o quello che è, nella quale si confonde ormai tutto e per esempio non esiste più un Pd da contrapporre ai grillini, ovvero viceversa, ha tolto a Crozza molte occasioni d’attacco - al Pd. A destra invece c’è da spassarsela come sempre, e Fratelli di Crozza avrà materiale freschissimo ogni settimana. Ma proprio tonnellate di spunti.
Crozza diventa il generale Vannacci: "Ecco perché vorrei Paola Egonu come figlia"
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A Reazione a catena di Rai 1 è successo che i concorrenti dovevano indovinare, tramite indizi, la parola “bambina”. E quindi sono arrivati suggerimenti come “piccolina” o “donna” e lo sventurato tizio che doveva rispondere ha detto “nana”. Un bip ha coperto il momento. In realtà se fossero andati avanti a elencare indizi poteva finire davvero male, quindi meglio così.