Arena Suzuki, Amadeus e i super boomer malati di nostalgia
di Antonio DipollinaAmadeus con il dj Massimo Alberti nella prima puntata di 'Arena Suzuki dai 60 ai 2000
La bolla che balla è lì, all’Arena di Verona. È uno spettacolo di suo, anzi è lo spettacolo vero e proprio, età media da brividi, ma scatenati, si direbbe pressoché felici. Convocati in loco, e per altre due serate, da Amadeus in persona. Che in teoria è il direttore artistico di Sanremo e avrebbe altro da fare, ma qui siamo nel campo delle cose che lo divertono davvero, ovvero la musica di quei tempi andati e la classifica della serie A, ma questa è un’altra storia.
Arena Suzuki dai 60 ai 2000, il titolo. Significa che si butta tutto dentro, mezzo secolo memorabile, anche perché un altro non ce l’abbiamo: dai Tavares ai Simple Minds a Iva Zanicchi, sembra il negozio di dischi gestito da un pazzo, lo sbarco nei 2000 serve per riesumare Las Ketchup ovvero Asereje e serve soprattutto per vedere le migliaia di attempati fare le mossette con le mani. «Mi raccomando, quando c’è “clacson” non siate volgari»: la dice Amadeus e…
La bolla che balla è lì, all’Arena di Verona. È uno spettacolo di suo, anzi è lo spettacolo vero e proprio, età media da brividi, ma scatenati, si direbbe pressoché felici. Convocati in loco, e per altre due serate, da Amadeus in persona. Che in teoria è il direttore artistico di Sanremo e avrebbe altro da fare, ma qui siamo nel campo delle cose che lo divertono davvero, ovvero la musica di quei tempi andati e la classifica della serie A, ma questa è un’altra storia.
Arena Suzuki dai 60 ai 2000, il titolo. Significa che si butta tutto dentro, mezzo secolo memorabile, anche perché un altro non ce l’abbiamo: dai Tavares ai Simple Minds a Iva Zanicchi, sembra il negozio di dischi gestito da un pazzo, lo sbarco nei 2000 serve per riesumare Las Ketchup ovvero Asereje e serve soprattutto per vedere le migliaia di attempati fare le mossette con le mani. «Mi raccomando, quando c’è “clacson” non siate volgari»: la dice Amadeus e la può capire solo un superboomer, purché sveglio e reattivo e non è semplicissimo trovarne: ci si riferisce a Gioca Jouer (a ripensarci, un titolo citrullissimo) e così via.
Ora, dai millennial in giù si stanno divertendo in parecchi a far notare che la serata di sabato su Rai 1 è stata stra-battuta dal caterpillar Maria De Filippi su Canale 5 (Tù sì que vales) ma la bolla è bolla, anche e soprattutto televisiva e bisogna lasciarla stare a godersi nostalgia e anzi, nell’occasione, a farci il bagno dentro, fino a non poterne più. Poi, con calma, esaurite le altre due serate (mercoledì e poi il mercoledì successivo, sempre Rai 1) magari qualche riflessione sul segnale di troppismo, soprattutto in estate e dintorni, che ormai procura il rivedere e risentire i migliori anni della vita bisognerà pur farla.
Ma guai a distrarsi adesso, sbagliando magari le mosse di Asereje: sarebbe imperdonabile. La bolla, benché ridotta, vuole questo, resiste a oltranza, o finché ce la fa: e viene premiata da Jim Kerr dei Simple Minds che urla dal palco, dall’Arena gli torna un boato immenso e lui grida ancora: “Min*ia!!” L’asterisco è una K.
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“Mi è piaciuto essere giovane e lo rifarei” (Paolo Hendel)