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‘La stoccata vincente’ con Flavio Insinna. La storia di Paolo Pizzo, il campione che ha sconfitto il cancro

Su Rai 1 il film, protagonista Alessio Vassallo. Un racconto di sport e riscatto, tenacia e determinazione

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“Bacio la terra che mi ha fatto nascere, mi ha salvato e riportato alla vita e ora mi culla facendomi vincere un Mondiale". Così Paolo Pizzo nella sua storia scritta con Maurizio Nicita, La stoccata vincente, racconta di quel giorno del 2011, quando divenne campione del mondo di scherma nella 'sua' a Catania. Una vicenda umana e sportiva che arriva in tv per la prima volta, domenica 24 settembre su Rai 1 alle 21.25, con Alessio Vassallo nel ruolo dello schermidore e Flavio Insinna nei panni del padre, Piero.

Il film tv - liberamente ispirato al libro - è diretto da Nicola Campiotti e scritto da Marco Videtta con la collaborazione di Alessandro Tonda e Nicola Campiotti e la consulenza dello stesso Paolo Pizzo e di Maurizio Nicita. Un racconto esemplare di sport e riscatto, tenacia e determinazione.

L'amore del padre

Paolo Pizzo, due volte campione del mondo nella specialità della spada (nel 2011 e nel 2017), ha dovuto affrontare da bambino la sfida più importante della sua vita: combattere contro un tumore al cervello quando aveva 13 anni. Una prova superata grazie anche all'appoggio e all'amore incondizionato del padre, vero coach di vita oltre che suo primo maestro di scherma.

'La stoccata vincente', al centro Flavio Insinna nel ruolo di Piero, il padre di Paolo Pizzo

'La stoccata vincente', al centro Flavio Insinna nel ruolo di Piero, il padre di Paolo Pizzo

 

La scoperta del tumore

È la primavera del 1997 - si legge sul sito della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, di cui l'atleta è sponsor - Paolo si sta preparando per un campionato di scherma che dovrà disputare a Rimini, ma comincia a soffrire di attacchi epilettici: "Sono arrivati all'improvviso, non sapevo neanche cosa fossero. La prima volta ero con mia sorella Marina e le ho chiesto di non dire niente, perché non volevo preoccupare nessuno. Dopo ho capito che rifiutavo la sola idea di essere malato: ero giovanissimo, non poteva succedere a me, temevo di dovere saltare il campionato italiano di categoria. Ma la seconda volta, lei ha insistito: ora lo diciamo a mamma e papà".

Una lunga degenza

Per Paolo comincia una serie di esami all'ospedale Garibaldi di Catania. Alla fine una risonanza rivela il problema: un ganglioma, un tumore al cervello di primo grado di malignità. L'operazione ha successo, ma la degenza post-operatoria è lunga e faticosa. A fine giugno del 1997 finalmente può uscire dall'ospedale e ricominciare ad allenarsi.

'La stoccata vincente', a sinistra Flavio Insinna nei panni di Piero, il padre di Paolo Pizzo. A destra Alessio Vassallo nel ruolo dello schermidore

'La stoccata vincente', a sinistra Flavio Insinna nei panni di Piero, il padre di Paolo Pizzo. A destra Alessio Vassallo nel ruolo dello schermidore

 

Il racconto di una vita

Attraverso flashback legati alla sua infanzia, il film ripercorre la storia sportiva e umana dell'impetuoso, esuberante e cocciuto Paolo Pizzo, fino alla consacrazione come Campione del Mondo, il 12 ottobre 2011. Una vittoria conquistata dopo aver attraversato dolori, delusioni, sconfitte, rivalità, rinascite e rivincite.

Una famiglia di atleti

Il progetto vuole sottolineare la forza e l'importanza sociale dello sport, attraverso la storia della famiglia Pizzo, una famiglia di sportivi: il padre Piero è stato schermidore. Nonno Paolo è stato nuotatore, pallavolista e schermidore. Nonna Liliana è stata un’ottima allenatrice di pallavolo, allenando fino ad 80 anni e in gioventù è stata anche campionessa di nuoto e lancio del disco.

'La stoccata vincente', a sinistra Flavio Insinna nei panni di Piero, il padre di Paolo Pizzo. A destra Alessio Vassallo nel ruolo dello schermidore

'La stoccata vincente', a sinistra Flavio Insinna nei panni di Piero, il padre di Paolo Pizzo. A destra Alessio Vassallo nel ruolo dello schermidore

 

Il legame con la Sicilia

Persone legate alla propria terra, come rimarcano anche le scelta di location che hanno apportato ricchezza visiva al film: Catania, Aci Castello, Acitrezza e soprattutto l'Etna, con i suoi Crateri Silvestri a 2mila metri. Tra le altre location, anche Roma, Genzano, Guidonia Montecelio e le sponde del Lago di Bracciano, tra Vigna di Valle e Anguillara Sabazia.

Gli elementi tecnici e sportivi

Particolare cura e attenzione è stata data anche agli elementi tecnici e sportivi, con il coinvolgimento di maestri di scherma, atleti e ufficiali di gara professionisti, partendo dallo stesso Paolo Pizzo che ha fornito il proprio contributo attivo per le riprese relative alle scene di scherma e alla preparazione degli attori protagonisti, oltre alla partecipazione dell'ex schermidore Stefano Pantano, che nel film ripercorre la sua stessa telecronaca della finale del 2011.

L'importanza della famiglia

"Sono un ragazzo fortunato perché tutto questo lo posso raccontare - aggiunge Pizzo nella sua biografia - Perché posso godermelo con la famiglia: mamma, papà, Marina, gli zii. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta a battere il tumore e poi a lottare e vincere sulle pedane di ogni latitudine”.

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