Pino Insegno resiste. Non andate via, lui non lo farà
di Antonio DipollinaPer lanciare i titoli del Tg2 Pino Insegno guarda dritto la telecamera: «Non andate via. Perché io non lo farò». La frase si presta a molteplici interpretazioni e a varie gag, alcune disdicevoli. La nuda cronaca e la dura legge dei numeri dicono cose abbastanza precise sul sospirato ritorno di Insegno e di questo Mercante in fiera — dal lunedì al venerdì alle 20 su Rai2. Ovvero che il livello di ascolti è sceso sotto la soglia di sussistenza — l’altra sera 1,6 per cento — e l’ipotesi che con numeri simili si possa solo migliorare rischia di essere smentita in malo modo. Ma i numeri non sono tutto, visto che c’è un mondo intorno a Pino, assurto negli ultimi mesi a simbolo della riscossa dei negletti in Rai. Diciamo che chi non ha visto arrivare il pericolo insito nell’operazione Mercante o sapeva benissimo quello che faceva — e allora è un guaio — o non l’ha ipotizzato, e allora è un guaio doppio.
Per lanciare i titoli del Tg2 Pino Insegno guarda dritto la telecamera: «Non andate via. Perché io non lo farò». La frase si presta a molteplici interpretazioni e a varie gag, alcune disdicevoli. La nuda cronaca e la dura legge dei numeri dicono cose abbastanza precise sul sospirato ritorno di Insegno e di questo Mercante in fiera — dal lunedì al venerdì alle 20 su Rai2. Ovvero che il livello di ascolti è sceso sotto la soglia di sussistenza — l’altra sera 1,6 per cento — e l’ipotesi che con numeri simili si possa solo migliorare rischia di essere smentita in malo modo. Ma i numeri non sono tutto, visto che c’è un mondo intorno a Pino, assurto negli ultimi mesi a simbolo della riscossa dei negletti in Rai. Diciamo che chi non ha visto arrivare il pericolo insito nell’operazione Mercante o sapeva benissimo quello che faceva — e allora è un guaio — o non l’ha ipotizzato, e allora è un guaio doppio.
Il giochino, in auge anni or sono a Mediaset, può richiamare anche dei freschi nostalgici (in senso televisivo) ma il punto è che arriva subito prima di Affari tuoi su Rai 1 e ne segue da copiaincolla lo spirito emozionale per il pubblico. Insegno di suo mette il contorno, che nasce soprattutto dall’essersi dichiarato per mesi vittima di congiure inaudite e invitando tutti a gioire con lui per il ritorno. A parte che la gente e anche gli addetti hanno di meglio a cui pensare, gli onesti professionisti della tv senza un programma in proprio sono decine e forse centinaia. Ma vabbè. Piuttosto tocca farsi qualche domanda sul ritorno in grande stile, quello a gennaio, ereditando L’eredità, gioiellino di Rai 1. A Napoli hanno un motto preciso, non riferibile qui, che indica quanta cura bisogna avere nell’affidare cose pregiate: ma figuriamoci se è il caso di questionare, con il rischio di sentirsi complici del micidiale complotto dei poteri forti tv.
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Per arricchire il Mercante gli autori si dannano cercando trovate musicali anche divertenti e poi arriva Pino che racconta una storiella: due amici incrociano per strada una coppia, marito e moglie, e uno chiede all’altro: «Ma secondo te, lui è felice?». E l’altro: «Ma no, Felice è più alto».