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Lupin, ladro gentiluomo dei nostri tempi

Multischermo / Su Netflix la terza stagione della serie con Omar Sy
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Per le piattaforme streaming, e per tutti gli altri, ci sono le serie tv contrastate, di genere o meno, su cui ci si divide, dai risultati incerti. Poi un giorno arriva una nuova stagione di una certa serie ed è festa, salvo casi irrecuperabili, per tutti quelli che vogliono godersi la fiction, variamente declinata, come utile strumento per divertirsi parecchio. Per Netflix è il caso della serie francese Lupin, folgorante passatempo planetario fin dal suo apparire. E con caratteristiche che procurano altrove parecchia invidia: l’eroe popolare che risale all’800, il ladro gentiluomo e irresistibile che rivive in una forma che implica genio creativo.

© 2021 Netflix, Inc. 

Niente remake o reboot, ma un ladro assai gentiluomo dei nostri tempi che vive nel mito di Lupin e decide di imitarlo, facendone rivivere, ammodernati, i trucchi e lo stile. Tutto fuorché alto-borghese, il nero Assane Diop er…

Per le piattaforme streaming, e per tutti gli altri, ci sono le serie tv contrastate, di genere o meno, su cui ci si divide, dai risultati incerti. Poi un giorno arriva una nuova stagione di una certa serie ed è festa, salvo casi irrecuperabili, per tutti quelli che vogliono godersi la fiction, variamente declinata, come utile strumento per divertirsi parecchio. Per Netflix è il caso della serie francese Lupin, folgorante passatempo planetario fin dal suo apparire. E con caratteristiche che procurano altrove parecchia invidia: l’eroe popolare che risale all’800, il ladro gentiluomo e irresistibile che rivive in una forma che implica genio creativo.

© 2021 Netflix, Inc. 

Niente remake o reboot, ma un ladro assai gentiluomo dei nostri tempi che vive nel mito di Lupin e decide di imitarlo, facendone rivivere, ammodernati, i trucchi e lo stile. Tutto fuorché alto-borghese, il nero Assane Diop era un ragazzo di banlieue — mille flashback riportano tutto al 1998 — senza genitori e in tasca sempre un livre de poche usato, o meglio sgraffignato sul lungosenna, purché firmato da Maurice Leblanc, ovvero il creatore di Lupin. In un presente fatto di incomprensioni in famiglia e di detective a caccia dell’inafferrabile ladro che ruba cose anche al Louvre con tecniche ultra-sofisticate, Assane è ormai una sorta di Robin Hood assai popolare, super-tecnologico e alquanto tormentato. Tra i detective, solo uno intuisce il legame stretto con Lupin.

Ma tutto, in questo giocattolone che è alla terza stagione, vive dei mirabolanti trucchi messi in atto da Diop (che è Omar Sy, perché in Francia se fanno le cose in grande, le fanno in grande). E di un ritmo frenetico nonché piacevolissimo. Fa fede la domanda che sorge spontanea alla conclusione sospesa di ogni episodio: “Già finito?”.

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Le rapine in grande stile devono anche omaggiare la tradizione. E al terzo episodio di Lupin si inganna la banda rivale aggiornando un certo trucco usato ne L’audace colpo dei soliti ignoti (Nanni Loy, 1959). No spoiler, ma allora c’entrava il Totocalcio e adesso i bancomat. 

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